Lucini, se la Disney è made in Italy

"Come diventare grandi nonostante i genitori"? Prova a raccontarlo il regista di Nemiche per la pelle: "Un mix di azione e sentimenti tra italianità e richiami americani"
Lucini, se la Disney è made in Italy
Luca Lucini e il cast di Come diventare grandi nonostante i genitori - Foto Pietro Coccia

“Questo mio nuovo film è una sfida perché appartiene ad un genere che nel cinema italiano non esisteva. Ho accettato di mettermi in gioco perché Gennaro Nunziante ha scritto un copione che mi ha coinvolto emotivamente. Vi ho trovato quel mix di azione e sentimenti a metà tra italianità e richiami americani che richiedeva una buona dose di coraggio, e così ho agito”.

Luca Lucini presenta Come diventare grandi nonostante i genitori (prodotto dalla 3ZERO2 di Piero Crispino), la sua più recente incursione nella commedia, stavolta realizzata con l’ottica tutta speciale del marchio Disney (che porta in sala il film dal 24 novembre), un brand che significa soprattutto alto livello professionale. “Esperienza bellissima e importante – la definisce Lucini – che mi ha consentito un’esperienza tra vecchie e nuove dimensioni produttive”. In sintonia si muove anche Gennaro Nunziante: “Mi divertiva l’idea di mettere un po’ sottosopra la sigla Disney. Ho lavorato con ragazzi belli e bravi. Ho tre figli e volevo verificare come si muovono i loro sentimenti alla prova dei fatti”.

Il film è ambientato in un liceo, dove arriva una nuova preside che decide di non aderire al concorso scolastico nazionale per gruppi musicali. Per i ragazzi, che hanno una passione sfrenata per la musica, è un colpo mortale e, anche quando i genitori corrono a protestare, la preside decide addirittura di raddoppiare il lavoro quotidiano dei ragazzi. Dopo i primi voti bassi, i genitori consigliano prudentemente ai ragazzi di sottostare alle decisioni della nuova preside. Tuttavia i ragazzi, con orgoglio, decidono di iscriversi al concorso musicale pur avendo contro scuola e genitori. La sfida pare impossibile e invece porterà i ragazzi a crescere in modo sorprendente tra ostacoli di ogni tipo da superare.

Nel gruppo degli studenti liceali che entrano in conflitto con la preside molti portano le sensazioni delle loro esperienze: Beatrice Vendramin, Leonardo Cecchi, Eleonora Gaggero, Emanuele Misuraca, tutti alle prese con conflitti generazionali con i genitori, quale più quale meno comprensivo. “I no – dicono all’unisono – sono talvolta dolorosi quando sono detti dai ‘grandi’ ma non c’è dubbio che servono a crescere e a maturare”.

A rappresentare gli adulti ecco Margherita Buy, la preside severa e intrattabile che rifiuta ogni concessione ai ragazzi: “Ho lavorato con piacere a questo film, sia perché in regia c’era Lucini (con il quale aveva recentemente lavorato anche in Nemiche per la pelle, ndr), sia perché avevo voglia di fare la preside, ruolo che avevo già ricoperto ma che mi offriva ora una prospettiva diversa, anche grazie al colpo di scena bello e improvviso”.

E Giovanna Mezzogiorno è Mary, moglie del produttore musicale americano Bob: “L’insegnante che critica i ragazzi – osserva – spesso oltrepassa la giusta misura. Noi genitori dobbiamo vigilare tantissimo, sempre con sensibilità e attenzione”. Tra i genitori compaiono anche Roberto Citran, Ninni Bruschetta, Sergio Albelli, Giovanni Calcagno, Aglaia Mora.

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