Loro e Paolo Sorrentino

Il regista de La grande bellezza torna al cinema con una doppia opera su Berlusconi: "Non un film su tutti gli italiani, ma sui sentimenti"
Loro e Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino - Foto Karen Di Paola

“Sarebbe stato presuntuoso voler puntare il dito contro qualcuno. Penso che un film debba essere un luogo di comprensione, che indaghi la realtà. Il rischio è di arrivare a giudizi affrettati. Il mio obiettivo è capire il perché di certi comportamenti, la natura delle emozioni, ed è quello che ho provato a fare. I personaggi che non hanno nomi reali non fanno riferimento a persone in vita. Ho dato riferimenti fittizi, senza voler tirare in causa nessuno”. Così Paolo Sorrentino presenta Loro 2, nelle sale dal 10 maggio distribuito da Universal.

Silvio Berlusconi è il protagonista dell’intera operazione. “Non è un film schierato o ideologico. Mi sono focalizzato sui sentimenti che si nascondono dietro l’uomo politico. Non è un attacco o una difesa. Al centro ci sono la paura della vecchiaia e della morte, che appartengono anche ai giovani”, aggiunge Sorrentino.

“Sono partito da una storia d’amore, quella con Veronica Lario. Poi abbiamo preso anche altre direzioni. Il film ha uno sguardo su un periodo molto particolare, ormai chiuso e figlio di un decennio poco esplorato come gli anni Novanta. Non riguarda tutti gli italiani, ma solo una parte”.

Set del film Loro di Paolo Sorrentino.
Nella foto Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Giovanni Esposito.
Foto di Gianni Fiorito

Toni Servillo interpreta Berlusconi. “Con Paolo ho già avuto la fortuna di fare Andreotti, personaggio completamente diverso da quello raccontato in Loro. Il Cavaliere è estroverso, cerca di essere sempre sotto i riflettori. Siamo andati oltre il personaggio pubblico. Berlusconi è istrionico e, nel privato, è ritratto come un uomo che aspetta di tornare al potere”.

Veronica Lario ha il volto di Elena Sofia Ricci. “Mi sono preparata leggendo la sua biografia. Ma penso che il mio personaggio riguardi tutte le donne. Il progetto di una vita le si sgretola tra le mani, è la fine di un amore importante, di un matrimonio che è stato coronato da tre figli. Sta sfiorendo. La sua angoscia è universale”. E sul regista: “Mi sono lasciata guidare da Sorrentino come se stessimo ballando il tango. È stata una danza molto potente”.

Fabrizio Bentivoglio, un membro del partito in Loro, sostiene che: “Tutti sono indispensabili, tutti sono sostituibili, per parafrasare Manganelli. Gli unici che non possono sparire sono Silvio e Veronica”. Conclude Kasia Smutniak, la regina del bunga bunga nella storia: “Stare su questo set era come essere in un sogno, un’esperienza unica, sorprendente, partorita dal genio di Paolo Sorrentino”.

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