Locarno poliglotta

Il festival ticinese entra nel vivo, sotto il segno della multiculturalità: da Ludi Boeken a Nick Cassavetes, passando per il giapponese Kobayashi
6 Agosto 2009
Locarno poliglotta

Tedesco, giapponese, afrikaan ma anche inglese, francese, russo e italiano. Poliglotta e multiculturale come sempre, il festival di Locarno entra oggi nel vivo. Con un cinema che non risparmierà profondi momenti di commozione. Se la Piazza Grande, infatti, si emozionerà in serata con Unter Bauern – Retter in der Nacht di Ludi Boeken, che racconta la storia vera di Marga Spiegel, ebrea sopravvissuta all’Olocausto grazie alla “resistenza spontanea” di una famiglia contadina della Westfalia, il concorso aprirà con due spaccati di crudo esistenzialismo. Da una parte il già Pardo d’oro due anni fa Masahiro Kobayashi con il personalissimo Wakaranai su un teenager ai limiti della sopravvivenza in un Giappone dai tratti inusuali e dall’altra vedrà protagonista l’intensa storia di una madre sudafricana con Shirley Adams, dell’esordiente appena 24enne Oliver Hermanus. E lo spirito drammatico proseguirà domani con La custode di mia sorella di Nick Cassavetes (in Italia uscirà il 4 settembre) in programmazione nella Piazza, mentre il concorso darà spazio a La donation, ultimo episodio della trilogia sulle virtù teologali del cineasta-antropologo canadese Bernard Emond. Lo affiancherà il russo Aleksei Mizgiryov con Buben, Baraban, film sulle tracce dei cambiamenti del suo Paese alla fine degli anni Novanta. Ma la giornata di domani vedrà anche l’esordio della consistente squadra italiana in mostra al festival ticinese, tutti inseriti nella sezione “Ici et Ailleurs”. Ne Il figlio di Amleto, ultimo documentario del compianto Francesco Gatti tragicamente scomparso lo scorso anno durante il montaggio del film, si indaga sulla promettente ascesa ma misteriosa “discesa” del pittore Sergio Battarola, scoperto da Giovanni Testori. Elisabetta Sgarbi porta a Locarno la chiusura della trilogia sulla scultura sacra con un lavoro dal titolo L’ultima salita – La Via Crucis di Beniamino Simoni a Cerveno mentre l’esordiente bergamasca Daniela Persico suggerirà immagini di un Medioevo poco conosciuto con Et mondana ordinare.

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