Lido a stelle & strisce

Tanta America alla 63ª edizione del festival di Venezia. In cartellone anche Resnais e de Oliveira
27 Luglio 2006
Lido a stelle & strisce
La bandiera Usa

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Un festival “non-festival” che metta insieme cultura e spettacolo. Questa, nelle parole del direttore Marco Müller e del presidente della Biennale Davide Croff, la 63ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, in programma al Lido dal 30 agosto al 9 settembre. “Quella del 2005  – spiega Croff – è stata definita all’unanimità un’edizione eccellente, l’obiettivo per il 2006 era fare ancora meglio dell’anno precedente”. E almeno sulla carta i numeri sembrano esserci tutti. Un programma poderoso (62 i titoli in cartellone, di cui 10 opere prime) dominato dalla presenza Usa (ben 13 i film in cartellone, di cui 5 in concorso) e che schiera pezzi da novanta come Brian De Palma con The Black Dahlia (inaugura il festival), Stephen Frears con The Queen, Darren Aronofsky con The Fountain, Alain Resnais con Piccole paure condivise, Tsai Ming-Liang con Hei Yanquan e il nostro Gianni Amelio con La stella che non c’è a contendersi il Leone d’Oro. Fuori concorso, il Leone d’Oro alla carriera David Lynch con Inland Empire, Manoel de Oliveira con Belle toujours, Oliver Stone con il suo film sull’11 settembre World Trade Center, Kenneth Branagh con The Magic Flute e Vittorio De Seta con Lettere dal Sahara. E ancora, in Orizzonti Doc, Spike Lee con il documentario When the Leeves Broke, Edgar Reitz con il quarto Heimat, Giuseppe Bertolucci con Pasolini prossimo nostro e Alain Robbe-Grillet con C’est Gradiva qui vous. Ma la vera, grande novità di quest’anno è che “per la prima volta nella storia della manifestazione – annuncia con orgoglio Müller – tutti i film in concorso e nella sezione Orizzonti saranno presentati in anteprima mondiale. Significa che vengono scoperti a Venezia e i distributori sanno quanti rischi comporti questo”. Sono 21 in tutto i film in competizione, selezionati dalla commissione composta da Enrico Magrelli, Fulvia Caprara, Luciano Barisone, Ranieri Polese e Claudio Masenza, su un totale di 1429 titoli visionati. Oltre a quelli già citati ci saranno anche Emanuele Crialese con Nuovomondo, Alfonso Cuarón con l’atteso Children of Men, l’esordiente Allen Coulter con Hollywoodland, Johnnie To con Fangzhu, il francese Benoît Jacquot con L’intouchable, Paul Verhoeven con Zwartboek, Emilio Estevez con Bobby e l’animazione Paprika di Kon Satoshi. Tra gli altri film da ricordare anche la commedia Il Diavolo veste Prada, ispirato all’omonimo bestseller di Lauren Weisberger, The Wicker Man di Neil LaBute, entrambi fuori concorso, e l’opera seconda di Ethan Hawke The Hottest State in “Orizzonti”. La Mostra di Venezia si chiuderà con il russo Ostrov di Pavel Lounguine. Numerosa anche la presenza italiana e giapponese, rispettivamente, con 10 e 6 film sparsi tra le varie sezioni del festival. E per la prima volta al Lido ci saranno anche un film del Ciad, Daratt di Mahamat-Saleh Haroun (in concorso), dell’Indonesia, Opera Jawa di Garin Nugroho (Orizzonti) e di Cipro, Akamas di Panicos Chrysanthou (Orizzonti – Evento Speciale).

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