L’arte di cambiare restando Ambra

La poliedrica attrice romana si racconta a Castiglione Cinema 2020 - RdC incontra, il festival della FEdS: "Le tue lacrime possono diventare qualcosa di bello per qualcuno"
L’arte di cambiare restando Ambra
Ambra Angiolini riceve il Premio Castiglione Cinema 2020 - Foto Karen Di Paola

Non serve il cognome, basta il nome: Ambra. E’ stata lei la protagonista del primo appuntamento dal vivo di Castiglione Cinema 2010 – RdC incontra, che si è svolto nella splendida rocca medievale, e nel corso del quale si è raccontata in un incontro moderato da Federico Pontiggia.

Dall’inizio della sua carriera cinematografica nel 2006 con Saturno Contro. “Ferzan Ozpetek ha saputo cogliere il momento giusto- racconta-. Dopo la televisione avevo iniziato una vita più ritirata e riservata. Mi voleva per forza per quel film e io avevo una paura tremenda. Poi ho scoperto di essere incinta, ma lui mi ha aspettato. Ero molto fragile, insicura, imperfetta e timorosa. Per la prima volta sono diventata orgogliosa di alcune mie caratteristiche che consideravo difetti. E Ozpetek le ha tutte messe dentro il mio personaggio: le tue lacrime possono diventare qualcosa di bello per qualcuno”.

E così è stato tanto che per quel ruolo vinse tutto quello che si poteva vincere (Nastro d’argento, David di Donatello, Ciak d’oro, Premio Flaiano e Globo d’oro), una scala reale che è successa a poche persone all’esordio. Dall’astrologia (“Opzetek si era fatto fare un quadro astrale e gli avevano detto che non doveva fare quel film perché aveva Saturno contro. Anche io l’ho avuto contro e mi sono separata”) alla numerologia: il numero due è ricorrente nel suo percorso cinematografico. Due film diretti da Max Croci (Al posto tuo e La verità, vi spiego, sull’amore), e sempre due da Paolo Genovese (Immaturi e Immaturi-Il viaggio), da Alessio Maria Federici (Stai lontana da me e Terapia di coppia per amanti), da Michele Placido (La scelta e 7 minuti).

Ambra Angiolini – Foto Karen Di Paola

“Andammo due settimane a Saturnia per cercare di fare gruppo ed interpretare al meglio Immaturi. E poi ci trovammo davanti a una vera commissione dell’esame di maturità. Mi fecero una domanda e non seppi rispondere. Che ridere”, ricorda l’attrice e conduttrice romana, che recentemente è stata anche autrice del concerto del primo maggio e che nel frattempo sogna di interpretare un film horror.

Ma secondo te torneremo all’epoca pre Covid nel cinema? “Io ci spero”, risponde. Da sempre impegnata nel sociale (“A mia madre dicevo sempre che mi piace stare nei posti dove c’è bisogno”), già nel caso del terremoto di Amatrice aveva sostenuto la ricostruzione di una scuola, Ambra anche durante la pandemia si è continuata a dare da fare: “A Brescia abbiamo aperto un conto corrente che è stato inondato dalle donazioni e insieme al sindaco ci siamo adoperati per sostenere le famiglie. Abbiamo fatto la spesa e regalato bonus da 1200 euro al mese a quattrocento famiglie e attraverso la Croce Rossa e il Banco Alimentare abbiamo preparato pacchi alimentari portandoli a domicilio”.

Alla domanda ricorrente: dopo questa pandemia saremo migliori? L’attrice risponde: “E’ la politica che dovrebbe cambiare e aiutarci davvero. Sarà chi deciderà di fare a fare la differenza. Stiamo aspettando investimenti in tutti i settori. Non ultimo quello della cultura e anche per tutti i lavoratori dello spettacolo. Non basta dire che dobbiamo ripartire, ma bisogna investire sulla ripartenza”.

E sulla differenza tra uomo e donna nel mondo del lavoro dice: “E’ innegabile che le donne guadagnano meno degli uomini e hanno più difficoltà di accesso al lavoro per via delle gravidanze e dei figli. La cosa più importante è la meritocrazia”.

Ambra Angiolini riceve il Premio Castiglione Cinema 2020 – Foto Karen Di Paola

Prima del Covid era impegnata insieme a Ludovica Modugno con Il nodo, spettacolo teatrale diretto da Serena Sinigallia sul bullismo e sulla scuola. E a proposito di scuola ricorda come durante il lockdown con i suoi due figli si è improvvisata tecnica dei computer controllando ogni mattina la connessione.

Nel frattempo Ambra sta scrivendo un libro: “Una storia che avevo in mente da tanto tempo. Strano che mi sono messa a scrivere. Neanche bevo, per cui saranno state le tisane al finocchio, alla curcuma e allo zenzero. Non ho avuto alcun timore di mettere su carta quello che avevo nella testa. S’intitola Infame”.

Infine Ambra Angiolini, sotto la pioggia, ma con il sorriso, e davanti all’affetto del pubblico, ha ricevuto da Mons. Davide Milani il Premio Castiglione Cinema RdC incontra con la seguente motivazione: “Gioiosa testimonianza di un dialogo non banale, affettivo e riconoscente con il pubblico”.

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