L’Amore 14 secondo Moccia

"Non esiste un'età per la prima volta", dice lo scrittore. Dietro la macchina da presa con un "Giovane Holden al femminile"
26 Ottobre 2009
L’Amore 14 secondo Moccia

La storia di Carolina detta Caro (Veronica Olivier), fresca 14enne alle prese con i primi amori (su tutti, Massi col volto simil-Scamarcio di Giuseppe Maggio), il primo bacio, la prima volta, le feste, la scuola, i genitori, il caro fratellone (Raniero Monaco di Lapio) e due inseparabili amiche: Alis (Flavia Roberto) e Clod (Beatrice Flammini). E’ Amore 14 di Federico Moccia, tratto dal suo romanzo omonimo e dal 30 ottobre in sala con 450 copie targate Medusa (il 29 ottobre anteprime nelle sale Medusa e Warner Village).
“Rircordo i miei 13, 14 anni con serenità, divertimento ed emozione: è un momento delicatissimo, segnante e formante, che credo l’immagine di una finestra che si apre sul mondo raffiguri bene”, dice il regista, che sottolinea come “questo film-traghettatore aiuterà i 13 e 14enni a vivere con serenità le interrogazioni, come già successo con i miei precedenti”.
“Memore de Il giovane Holden e della bravura di Salinger, ho dato una chiave femminile alla narrazione, inquadrando una scuola pubblica dove esistono incredibili momenti di incontro, spesso non ripetibili, tra classi sociali diverse”, prosegue il regista, che smorza anche le polemiche sull’autodefinizione di nuovo Muccino, che a Gabriele non è andata giù: “Ero alla radio, e ho parlato di me quale Muccino, una battuta che evidentemente non è stata felice”.
Prodotto da Medusa con Marco Belardi, budget di 4 milioni e mezzo di euro, di cui 150mila per la colonna sonora, Amore 14 è l’ennesimo prodotto del fortunato filone adolescenziale di Moccia: “C’è chi odia i lucchetti, ma ci sono pure dei cinquantenni che vengono da Frosinone a metterceli: ovviamente, io amo i secondi, ho un lato fortemente romantico, per qualcuno sarà una debolezza”.
Definendo i 13-14enni “un canto leggero nel grande rumore della nostra vita”, Moccia respinge le accuse di averli mostrati “troppo precoci”, soprattutto nell’approccio alla prima volta: “Se hai accanto la persona giusta, a 13 anni inizi a pensarci. Ma questo film vuol dire che non bisogna avere fretta, ma dare importanza  e valore a ogni cosa che facciamo. Non esiste un’età per la prima volta, e io non la indico, viceversa mi auguro che possa essere un grande amore e qualcosa di cui poter parlare, innanzitutto con i genitori”. 
Con il cammeo di Michela Quattrociocche e le Onde, che ritroveremo a febbraio in Scusa ma ti voglio sposare, Amore 14 è “a differenza di un libro, un progetto condiviso con grandi professionisti, da Pamela Villoresi e Riccardo Garrone nel cast al direttore della fotografia Marcello Montarsi e le musiche di Fabrizio Bondi”, sottolinea Moccia, concludendo sul mancato happy ending del film: “Anche a 13, 14 anni le delusioni esistono, e bisogna esserene consapevoli: si può essere traditi, anche dalla migliore amica”. 

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