La via di Kechiche

“Non è un film militante, ma libero", dice il regista. Che in ottica distributiva non esclude futuri tagli al suo La vie d'Adele: "Troveremo un compromesso"
23 Maggio 2013
La via di Kechiche

Abdellatif Kechiche non si nasconde. Sa di aver realizzato con la Via d’Adele – Chapitre 1 et 2 qualcosa di unico: “Considero questo film un gesto artistico”. Tanto che i giornalisti presenti alla conferenza stampa prevedono premi importanti. Scaramantico lui risponde: “Non parliamone per carità”.Tratto da Le Bleu est une coleure chaude di Julie Maroh, La Via d’Adele raconta il difficilepercorso di maturazione di una ragazza di 15 anni, la scoperta della propria omosessualità, l’incontro con il grande amore, la separazione, la crescita. Accolto da un coro unanime di lodi da parte della critica, La Vie d’Adele rischia di mettere in imbarazzo la giuria, che potrebbe non assegnargli una fin qui meritevole Palma d’Oro pur di premiare l’attrice protagonista Adele Exarchopoulos (i riconoscimenti non sono cumulabili a Cannes come a Venezia), musa ed autentica eroina del film. Sottoposta dal regista a una vera e propria vivisezione fisica e morale, la Exarchopoulos dice di essersi “affidata a lui completamente”, confessando di non sapere quello che sarebbe accaduto sul set: “Abbiamo lavorato insieme per quattro mesi, non c’era nulla di scritto. Abbiamo seguito la nostra istintività”.Un processo che ha coinvolto anche la ben più nota Lea Seydoux, la quale non si è mai tirata indietro nemmeno davanti alle dettagliatissime scene di sesso : “Abbiamo girato queste scene a lungo, a volte scoppiando a ridere. Ma ci siamo sempre sentite molto libere sul set”. “E’ stato un gioco, ci siamo divertiti molto – prova a smorzare Kechiche -. E’ sempre difficile catturare la sessualità. A mio modo di vedere ci siamo andati molto vicini. La cosa importante era cogliere la bellezza dell’atto in sè”.In futuro però potrebbe profilarsi la scure di tagli: quale paese è disposto a distribuire un film così lungo (tre ore la durata) e così sessualmente esplicito? “Non ho girato questo film – replica il regista di Cous cous – pensando alle reazioni del pubblico. Ciò detto, so che ogni paese ha le proprie specificità di natura commerciale e morale. Troveremo un compromesso con i produttori”. Uno di questi, Vincent Marayel, assicura: “Abbiamo già dei compratori negli Stati Uniti dove il film dovrebbe uscire senza tagli”.Per quanto riguarda invece la convergenza tra tematica omo e le recenti iniziative legislative in Francia, Kechiche si smarca: “Non è un film militante, ma un film libero”. E sulla possibilità che il viaggio di Adele al cinema continui, Kechiche si mostra possibilista: “Come La Marianne di Marivaux (La vie de Marianne, ndr ) esiste anche dopo i libri dello scrittore, così vorrei che la mia Adele continuasse a vivere ancora. Nella mia mente ci sono già i capitoli 3 e 4 ma non è detto che li realizzi davvero”.Pochi dubbi invece per la Exarchopoulos (nonno greco) e la Seidoux: “Siamo pronte”. Loro per Kechiche farebbero di tutto.

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