La variabile Milano

"Città che produce il meglio e il peggio del nostro paese", dice Bruno Oliviero. Dopo 4 doc sul capoluogo lombardo, al lavoro sul set del suo primo giallo: con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston e Sandra Ceccarelli
9 Luglio 2012
La variabile Milano
Il regista Bruno Oliviero

“Dopo aver fatto documentari volevo una storia d’intrigo. Costruire un doc è simile ad un’indagine, e il giallo era anche un buon modo per andare a vedere luoghi urbani che mi interessano”. Quei luoghi sono le strade di Milano, che Bruno Oliviero ha bene in mente. Come la sua detective story, ancora “work in progress”: la sta girando in queste settimane di calura e asfalto bollente in una città che comincia a svuotarsi per le ferie. E’ la sua opera prima di finzione, ma Oliviero non è un pivello, è un quarantenne napoletano naturalizzato milanese da nove anni, con alle spalle, tra gli altri, già quattro documentari su Milano (Milano 55,1; Milano Mafia; Un amore, Milano), “perché – dice – dovevo conoscerla per raccontarla bene”.
Il progetto, prodotto da Lumière & Co. e Invisible Film con Rai Cinema, sarà distribuito dalla BIM la prossima primavera e, per ora, ha un titolo provvisorio, La variabile umana. Costruito attorno ad una città, dal centro alla periferia, racconta la difficile notte dell’ispettore Monaco (Silvio Orlando), autorelegatosi dietro una scrivania dopo la morte della moglie, e di sua figlia Linda (Alice Raffaeli). Insieme al collega e amico Levi (Giuseppe Battiston), l’ispettore dovrà risolvere l’omicidio del signor Ullrich e difendere la giovane figlia. Scoprirà così le tracce di una vita sotterranea metropolitana fatta di decadenza e promisquità. “Abbiamo iniziato a scrivere prima del caso Ruby – sottolinea il regista -. Uomini adulti che si accompagnano a ragazzine è un trend per Milano e tutti i giovani in Italia si riferiscono ai modelli dei locali milanesi”.
Ma Milano non è solo da bere, da qualche tempo è nuovo punto di riferimento per il cinema e i suoi mestieri, grazie ad una rete di collaborazioni fruttuose, come spiega il produttore Lionello Cerri: “Questo film è stato pensato e scritto per Milano. Abbiamo lavorato con la Lombardia Film Commission, con la Scuola Paolo Grassi e la Scuola Civica di Cinema perché questa fosse la prima di una serie di occasioni di formazione e collaborazione anche per gli studenti”. La protagonista, infatti, è un’allieva del corso di teatro danza della Scuola Grassi, notata dal regista nei corridoi dell’accademia.
Diverso, invece, il reclutamento per gli altri componenti del cast, già navigati e legati tra loro da una fitta rete di emozioni e precendenti con il capoluogo meneghino. Per Silvio Orlando, “Milano è la seconda patria dopo Napoli. Con Giuseppe ho fatto La passione e con Sandra Ceccarelli Luce dei miei occhi”. Mentre per Giuseppe Battiston “è una gioia trovarmi nella scuola che ho frequentato. Anch’io sento Milano come la mia seconda casa. Con Sandra riprendiamo un pezzo di cammino iniziato con Guarda il cielo di Piergiorgio Gay”. Sandra Ceccarelli con Bruno Oliviero aveva già lavorato in un corto e interpreterà la signora Ullrich: “Ho fatto parecchie mogli altoborghesi depresse, ispiro questo ruolo. Sono di Milano e sono contenta di tornarci, leggendo la sceneggiatura ritrovo la strada per casa”.
Nonostante il set estivo, il giallo è ambientato in una primavera “piena di temporali – spiega il regista – una metafora della città in questo momento. Come nella fiaba La regina delle nevi, questa città procura delle schegge di ghiaccio negli occhi di qualche ragazzo. Perché Milano produce il meglio e il peggio del nostro paese”.

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