La Sansa spiata

L'attrice nell'opera prima di Giacomo Martelli In ascolto: "Attenti alle intercettazioni: siamo tutti nel mirino di Echelon"
20 Aprile 2006
La Sansa spiata

“Ci dicono che le intercettazioni telefoniche vengono fatte per il nostro bene, ma chi ci garantisce che sia davvero la sicurezza dei cittadini a stare a cuore ai nostri governi?”. A parlare è Maya Sansa che ha presentato a Roma In ascolto, opera prima diretta dall’esordiente Giacomo Martelli, in uscita nelle sale italiane il 28 aprile distribuito dalla Medusa. Nel film l’attrice interpreta il ruolo di una giovane italiana che, sospettata di spionaggio industriale, viene rapita e interrogata dagli emissari di un’azienda inglese, la Wendell-Cranshaw Technologies, che abusa del sistema di intercettazione globale delle telecomunicazioni battezzato Echelon, sviluppato dalla National Security Agency (NSA). A salvare Francesca sarà James Wagley, un anziano ufficiale dell’NSA che aiuterà la ragazza a fuggire dai suoi persecutori e metterà in piedi, insieme a un ex ufficiale dei servizi segreti esperto di satelliti (Andrea Tidona), un sistema per bloccare Echelon costruendo una stazione d’ascolto clandestina in un rifugio sul Monte Bianco a 3500 metri d’altezza. “Da tempo desideravo fare un film diverso, raccontare una storia globale e che riguardasse tutti, ma mentre giravo il film mi sono resa conto che siamo tutti sotto controllo. Quando sentivo la notizia di un mafioso che veniva incastrato dalla carta Sim del cellulare, dentro di me pensavo che fosse una questione che non mi riguardava, adesso non posso fare a meno di pensare che ogni frase pronunciata al telefono può essere intercettata”.  Non è stato facile girare In ascolto, racconta il giovane regista: “Abbiamo avuto l’autorizzazione a filmare il perimetro di questa enorme stazione d’ascolto in Inghilterra, ma non di sorvolarla direttamente. Quando ho iniziato le ricerche per questo film – continua Martelli – ero molto preoccupato di mandare in giro anche soltanto e-mail contenenti la parola Echelon, ogni computer, ogni telefono ha una porta di accesso che permette di entrare all’interno del tuo computer. Il cittadino non ha difesa, deve pensare di vivere in una casa dalle pareti trasparenti”.

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