La rabbia ritrovata

Tra i "Fantasmi" veneziani anche la versione integrale del film di Pasolini. "Un risarcimento dovuto con un minimo beneficio d'inventiva", dice Giuseppe Bertolucci
29 Agosto 2008
La rabbia ritrovata

Una risarcimento dovuto a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana. Bella, utile, da sostenere, l’operazione che ha coinvolto Istituto Luce, Cineteca di Bologna e Minerva Raro Video che a Venezia, nella retrospettiva “Questi Fantasmi”, presentano la versione “integrata” e integrale de La rabbia di Pier Paolo Pasolini, come lui l’avrebbe voluta e “con un minimo di beneficio d’inventario”, commenta Giuseppe Bertolucci, “regista” con Tatti Sanguineti dell’iniziativa. Così il semplice episodio di un film doppio, “un incontro di boxe tra Pasolini e Guareschi” come lo definisce Sanguineti, è diventato un film a sè stante di 71 minuti, 18 in più rispetto all’originale. “Partendo dalla sceneggiatura editata di Pasolini – racconta Bertolucci – e confrontando le sue annotazioni con i filmati dei cinegiornali “Mondo Libero” conservati dall’Istituto Luce, siamo riusciti a recuperare le immagini che il regista aveva inizialmente utilizzato per il suo film e che aveva tagliato in un secondo momento, pressato dal produttore Gastone Ferranti”. Forse preoccupato dall’eccessivo taglio “progressista” del lavoro di Pasolini (un saggio-documentario” sul tema: “Perché la nostra vita è dominata dalla scontentezza, dall’angoscia, dalla paura della guerra, dalla guerra?”) e/o dal suo scarso appeal commerciale, Ferranti aveva imposto al “poeta” una profonda revisione e la coabitazione nello stesso film con Giovannino Guareschi, che avrebbe realizzato la seconda parte secondo una formula (spesso usata in quel periodo) “visto da destra e visto da sinistra”. “Il primo passo è stato proprio l’eliminazione dell’episodio di Guareschi”, ironizza Bertolucci, che spera nel riavvicinamento del pubblico ad un’opera “che giudica il nostro presente dal passato, con la proverbiale acutezza di un intellettuale che prima di tutti aveva capito le insidie del pensiero unico germinate dall’avvento della televisione. Non a caso nel materiale che abbiamo recuperato si parte dal funerale di De Gasperi e si arriva all’avvento del piccolo schermo”. A completare il film-documentario, ci saranno anche alcuni materiali d’epoca che testimoniano il linciaggio mediatico subito dall’autore (tra cui alcuni sketch tratti da Scanzonatissimo la rivista di Dino Verde con il bravissimo Alighiero Noschese) e due interviste esclusive allo stesso Pasolini. Il film sarà nelle sale dal 5 settembre, distribuito dall’Istituto Luce nelle principali città italiane.

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