La maturità di Alice (nella Città)

Dal 15 al 25 ottobre la XVIII edizione della sezione autonoma e parallela della Festa di Roma: tra le novità la collaborazione con la Biennale di Venezia e una location in più, la Nuvola di Fuksas all'Eur
La maturità di Alice (nella Città)
Nowhere Special

“Quest’anno Alice compie diciotto anni e giunge alla maturità. Oggi festeggiamo con voi l’idea di tentare di stare insieme”. Così Gianluca Giannelli alla conferenza stampa di presentazione del programma di Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, diretta insieme a Fabia Bettini, e dedicata alle giovani generazioni.

Contenti di “aver proseguito i rapporti con i giornalisti e con il pubblico anche durante il lockdown fino all’arena galleggiante” e di essere al Maxxi protagonisti di una conferenza stampa in presenza “cosa che qualche tempo fa sarebbe stata impensabile”, i due direttori hanno esposto tutti gli eventi che si svolgeranno dal 15 al 25 ottobre, quest’anno non solo all’Auditorium di Roma, ma anche in una location del tutto nuova ovvero la Nuvola di Fuksas all’Eur, che si aprirà per la prima volta al cinema.

“Due poli della città, uno a Roma nord e l’altro a Roma sud, raccoglieranno pubblici diversi”, continua Giannelli, che ha poi annunciato una nuova linea di ricerca in collaborazione con la Biennale di Venezia e nata dal dialogo con Alberto Barbera con la volontà di sostenere il cinema che ha al centro il tema dell’infanzia e dell’adolescenza. Sei film della Mostra di Venezia saranno così riproposti nel programma di Alice. Questi i titoli: Sun Childern di Majid Majidi; Night of The Kings di Philippe Lacote; Listen di Ana Rocha de Sousa; Nowhere Special di Uberto Pasolini; Mainstream di Gia Coppola e I Predatori di Pietro Castellitto.

In gara ci saranno dodici film (uno sarà annunciato durante la conferenza stampa della Festa del Cinema di Roma). “Un concorso che abbiamo amato con film bellissimi collegati da innumerevoli fili che si legano e completano l’uno all’altro”, commentano. Si spazia da tre film che raccontano il corpo attraverso lo sport (Slalom di Charlène Favier, Tigers di Ronnie Sandahl e Nadia, Butterfly di Pascal Plante) ad altri tre che mettono al centro del racconto il tema dell’appartenenza a una comunità (Puntasacra di Francesca Mazzoleni, Ibrahim di Samir Guesmi e Gagarine, opera prima di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh).

E poi ancora: il doc Stray su un cane randagio che vive per le strade di Istanbul, la favola noir di Carlo Lavagna dal titolo Shadows, storia al femminile all’interno di una famiglia distopica, la commedia Felicità di Bruno Merle, il nuovo film di Miranda July Kajillionaire “forse il più pazzo che abbiamo presentato negli ultimi anni” e infine il film d’animazione Calamity, di Rémy Chayé, racconto d’avventura ispirato all’infanzia di Calamity Jane.

Fuori concorso si è dato spazio al cinema del reale. Cinque i film: l’opera prima di Alessandro Padovani Movida, storia di adolescenza nella periferia bellunese, il doc di Michele Pennetta Il mio corpo, Cuban Dancer di Roberto Salinas, Climbing Iran di Francesca Borghetti sulle donne nella società iraniana e infine Palazzo di Giustizia di Chiara Bellosi.

Tanti anche gli eventi speciali: Trash, il cartoon tutto italiano di Luca della Grotta e Francesco Dafano sul corretto riciclo dei rifiuti; la commedia francese dai risvolti sociali The Specials di Eric Toledano e Olivier Nakache con Vincent Cassel e Reda Kateb; il doc Il futuro siamo noi, diretto da Gilles de Maistre, su dei bambini che insieme combattono per opporsi alla violenza; la teen dramedy Sul più bello dell’esordiente Alice Filippi e il cortometraggio della Walt Disney La storia di Olaf. Last, but not least due autori americani per un dittico di grande valore cinematografico: Wendy di Benh Zeitlin e Sweet Thing di Alexandre Rockwell, due film vicini ai temi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Spazio anche ai cortometraggi (dieci in concorso, quattordici fuori concorso e due tra gli eventi speciali) e alle serie (Pure di Aneil Karia dal libro di Rose Cartwright; Stalk di Simon Bouisson; L’alligatore di Daniele Vicari e Emanuele Scarigi; Rita Levi Montalcini di Alberto Negrin).

In cartellone anche il film I Laureati di Leonardo Pieraccioni con Maria Grazia Cucinotta, restaurato da Infinity in occasione dei venticinque anni dall’uscita, e un omaggio a Gianni Rodari, che il 23 ottobre avrebbe compiuto cento anni. Due i film tratti dai suoi romanzi che saranno proiettati: La freccia azzurra di Enzo D’Alò e La torta in cielo di Lino Del Fra.

Una giuria composta da quindici ragazzi consegnerà il Premio Alice 2020 al miglior film tra i titoli del concorso, mentre il premio Camera d’Oro Alice sarà assegnato tra le opere prime e seconde da una giuria composta da Eva Cools, Agostino Ferrente, Caterina Guzzanti, Claudio Noce e Roberta Torre. Infine un’altra giuria composta da Dario Albertini, Valentina Lodovini e Riccardo Milani consegnerà un premio, dedicato a Raffaella Fioretta, a un film italiano tra quelli presentati nelle varie sezioni di Alice.

Prevista anche, per il secondo anno consecutivo, una borsa di studio intitolata al fotografo Pietro Coccia “uomo da sempre in prima linea per aiutare gli altri” per un giovane talento della fotografia.

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