Kirby e Waterston, l’amore che verrà

Le due attrici protagoniste di The World to Come di Mona Fastvold, in gara a Venezia 77: "La storia vissuta da questi personaggi ha permesso a noi donne di oggi di essere più libere"
Kirby e Waterston, l’amore che verrà
The World to Come

“Dopo aver interpretato questo ruolo mi sono sentita profondamente grata verso queste donne perché grazie a loro io sono libera di scegliere”.

Vanessa Kirby è ancora (co)protagonista al Lido di Venezia, dopo Pieces of a Woman presentato ieri, con The World to Come, film in gara diretto da Mona Fastvold e interpretato da Katherine Waterston, Christopher Abbott e Casey Affleck (quest’ultimo anche produttore).

Basato sullo script di Ron Hansen e Jim Shepard (a lui si deve il racconto omonimo da cui tutto parte), The World to Come è ambientato nel 1856, nelle zone rurali del Midwest americano. Abigail (Waterston) e il marito Dyer (Affleck) portano avanti la fattoria, ma ormai la loro vita non è più quella di prima, segnata dalla morte di Nellie, la loro bimba di 4 anni.

Si percepisce il forte contrasto tra il comportamento pacato e stoico di Abigail e le complesse emozioni che affiorano dalle pagine del suo diario. Il suo stato d’animo cambierà quando incontrerà Tallie (Kirby), donna estroversa di straordinaria bellezza, appena trasferitasi con il marito Finney (Abbott) in una fattoria nelle vicinanze. Le due provano a stringere una relazione, riempendo un vuoto nelle loro vite di cui non conoscevano l’esistenza.

“Ho ricevuto la sceneggiatura dai produttori e mi ha colpito molto. Sono stati molto aperti, collaborativi, mi hanno permesso di farla mia, ho lavorato molto sui personaggi. E abbiamo fatto il possibile per cercare di raccontare la storia come la celebrazione di questo amore, non qualcosa di punitivo”, racconta Mona Fastvold (già sceneggiatrice per L’infanzia di un capo e Vox Lux, entrambi diretti dal marito, Brady Corbet), che sull’aspetto visivo del film aggiunge: “Adoro il 16mm, l’ispirazione è arrivata da alcuni dipinti dell’epoca, immagini rappresentate da donne, volevo che l’approccio fosse diverso dal solito”.

La regista Mona Fastvold – Credits Jen Steel

Il film segue il crescere dell’intimità e dell’appassionato attaccamento tra le due donne, proprio mentre incominciano a comprendere di non avere alcun modello a cui riferirsi per la condizione in cui si trovano. Mentre i mariti fanno i conti con l’intensità del legame delle loro mogli, tra i sentimenti feriti di Dyer e la gelosia vendicativa di Finney, gli eventi culminano con la decisione di quest’ultimo di allontanare Tallie, e la determinazione di Abigail a seguire la sua anima gemella.

“Sviluppare questo personaggio mi ha davvero fatto riflettere. Noi donne oggi abbiamo tante opportunità, mentre Abigail, in quell’epoca, conosceva bene i limiti della sua libertà e il suo destino. E’ consapevole della sua realtà, che non potrà mai oltrepassare i limiti imposti alla sua esistenza. Ma nonostante questo vuole conoscere, condividere: queste due donne diventano il salvagente l’una dell’altra. E’ straordinario, e la situazione che vivevano rende il tutto ancora più straordinario”, dice Katherine Waterston, che sul rapporto tra il suo personaggio e il marito interpretato da Casey Affleck aggiunge: “Abigail è definita dal marito come qualcosa di cui si ha necessità, ‘morirei senza di te’, le dice ad un certo punto. Ma lo dice perché la ama o perché lo considera un bene necessario? Fino a che punto siamo dentro un accordo economico o in un rapporto d’amore?”.

Sul personaggio di Talley, invece, Vanessa Kirby indica quanto “non avesse restrizioni mentali. Anche se parliamo di donne che erano private di una scelta, non potevano scegliere chi amare. Per questo è stato bello dare vita a queste due donne che in un breve momento della lora vita hanno trovato una connessione una con l’altra. E mi sono sentita più grata per le scelte che posso fare oggi”.

Vanessa Kirby – Foto Karen Di Paola

“E’ stato un dono per me fare questi due film (riferendosi al già citato Pieces of a Woman), molto importante  vivere queste due esperienze, anche se ci sono molte atre storie di donne ancora da raccontare, storie ordinarie che diventano straordinarie. Dobbiamo apprezzare le azioni delle donne del passato che permettono a noi, oggi, di vivere in modo più libero. The World to Come (Il mondo che verrà, ndr) è un bellissimo titolo, perché la storia vissuta da questi due personaggi ha permesso a noi donne di oggi di poter vivere più liberamente”.

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