In the American Night

“Creare è ciò che ci rende umani. Mi interessava il tema del doppio e indagare su cosa era iconico e cosa era pop" dice Alessio Della Valle, regista del noir in sala dal 19 maggio
In the American Night
American Night

S’intitola American Night, come la canzone di Anastacia, scritta e interpretata dalla famosa cantante proprio per questo film. È l’opera prima di Alessio Della Valle, un noir ambientato nel mondo dell’arte contemporanea di New York, che è anche una storia d’amore, in uscita il 19 maggio con 01 distribution. Presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia questo film riflette sul valore dell’arte e della bellezza e tocca i temi del traffico delle opere d’arte e dei falsari.

Protagonisti sono Michael Rubino (Emile Hirsch), capo della mafia di New York con il sogno di poter diventare un grande artista e John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers), un mercante d’arte disordinato e ombroso che è anche il migliore al mondo nell’individuazione dei falsi. Le loro strade si incontreranno con il furto della “Marylin” di Warhol.

“L’idea è nata perché da sempre le persone hanno creato qualcosa, dall’era delle caverne ad oggi. Creare è ciò che ci rende umani. Per cui nel film ci sono la pittura, la scultura, la videoarte, la musica, il body painting e l’action painting. Mi sono ispirato anche ad alcuni testi di iconologia. Mi interessava il tema del doppio e volevo indagare su cosa era iconico e cosa era pop. Nel mio film niente è ciò che sembra: ogni personaggio, ogni scelta, ogni momento viene presentato in un modo allo spettatore, per poi rivelare una verità ben diversa”, racconta il regista che in American Night omaggia la Pop-Art di Andy Warhol che trae ispirazione dal lavoro del maestro italiano, Mario Schifano, presente nel film con il suo “Propaganda” o meglio conosciuto come il “Coca Cola”.

Jonathan Rhys Meyers in American Night

“Uno dei temi del film è l’accettare sé stessi. Io non credo che le persone cambino. E il viaggio che compiranno questi protagonisti non li farà cambiare, ma li porterà ad accettare la loro natura. Mi interessavano anche i tormenti dell’animo umano. Sono partito dai personaggi del noir che sono l’antieroe, l’antagonista e la femme fatale e mi sono ispirato a film come Blade RunnerPrima della pioggia per la struttura circolare del racconto, Arancia Meccanica di Kubrick e poi ad alcuni quadri che ho visto alla Tate Modern”, prosegue. A parte Rubino-Hirsch, che è “l’antagonista”, e Kaplan-Meyers, nei panni dell’”anti eroe”, troviamo: Sarah Flores (Paz Vega), una stimata restauratrice del Museo Panofsky; Katie (Annabelle Belmondo) una ricettatrice di opere d’arte rubate che rappresenta la “femme fatale”; Shakey (Fortunato Cerlino), un narcolettico che lavora come corriere internazionale di opere d’arte trafugate; Vincent (Jeremy Piven), uno stuntman che soffre di vertigini e che rappresenta “l’innocente”.

Jonathan Rhys Meyers e Annabelle Belmondo in American Night

Prodotto da Pegasus Entertainment e Martha Production, il film è ambientato a New York, ma le riprese sono state fatte negli studi della Bulgaria. Nella troupe figurano anche il montatore Zach Staenberg (premio Oscar per The Matrix) e la colonna sonora è stata realizzata da Marco Beltrami (candidato all’Oscar per The Hurt Locker e Un treno per Yuma).

Ma perché ha scelto di raccontare il mondo dell’arte? “A diciassette anni per una serie di incontri casuali, mi è stato chiesto di fare il ragazzo di bottega per un famoso pittore che stava per iniziare a fare un ciclo di affreschi sulla madonna, a Firenze, impiegando la stessa tecnica usata nel rinascimento. Ed è così che mi sono trovato ad inchiodare la sinopia della madonna sulle volte della chiesa, a passare il legno bruciato sui fori, a sistemare le luci, le impalcature che mi sorreggevano a trenta metri di altezza nella chiesa – è iniziato il mio incontro con l’arte”, conclude Alessio Della Valle, che già sta lavorando al suo prossimo film.

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