Imperativo fedeltà

Da Baricco l'adattamento con Knightley e Michael Pitt. Il regista Girard: "Di Seta ho rispettato addirittura lo stile"
21 Ottobre 2007
Imperativo fedeltà

Alla Festa di Roma scocca l’ora di Baricco. In attesa dell’incontro alla Mini Lounge in programma per la giornata di domani, l’acclamato autore di Novecento e Oceano mare, è oggi protagonista nella sezione Premiere, con l’adattamento di Seta con Keira Knightley e Michael Pitt, nelle sale dal 26 ottobre. Il perché di questa azzardata impresa è nelle parole del regista François Girard: “Da lettore ho amato moltissimo il libro e da cineasta ho subito intravisto le sue enormi potenzialità cinematografiche. A convincermi è stato soprattutto il suo straordinario equilibrio, fra la dimensione epica e quella intimista”. Come nel romanzo che la Fandango ha appena riportato in libreria, protagonista sono infatti i viaggi di Hervé Jancour, commerciante francese, che nella seconda metà del XIX secolo si spinge fino in Giappone per trovare bachi da seta e finisce invece per trovare l’amore.
“Mi sono identificato molto nel viaggio del giovane Hervé – spiega Girard -. Un viaggio non soltanto geografico, ma che lo porta a scoprire il mondo, l’amore e la sua natura più intima”. Imperativo della produzione è stato quello della massima fedeltà all’originale letterario: “Durante il film – racconta ancora il regista – sia io che gli attori giravamo col libro sotto il braccio. Ci siamo però imposti di dimenticare, con che genere di bestseller e di mostro sacro avevamo a che fare, altrimenti non saremmo riusciti ad andare avanti”. Al di là della storia, ammette Girard, la più grande sfida è stata quella di prestare fede allo stile narrativo di Baricco: “Come Marguerite Duras, Alessandro è minimalista nella sua scrittura. Ricorre a frasi brevi e strutture circolari molto difficili da portare sullo schermo. Anche grazie a lui, credo però di esserci alla fine riuscito”.
Proprio la collaborazione con l’autore è infatti uno degli aspetti, che a Girard ha dato le maggiori soddisfazioni: “Con Alessandro c’è stata un’intesa perfetta. Io avevo già confidenza con la sua opera, perché avevo portato a teatro il suo monologo ‘Novecento’. Da parte sua, il fatto che avesse già lavorato a una sceneggiatura di Seta, l’ha molto aiutato a comprendere le difficoltà che stavo incontrando”. Il risultato è stata una strettissima collaborazione, durante l’intera lavorazione del film: “E’ stato sempre rispettoso del mio processo creativo, ma allo stesso tempo pronto a darmi una mano: ha letto ogni bozza della sceneggiatura, e visionato ogni taglio, fornendomi un vero e proprio sostegno da amico”.
Eroina della storia, nella lettura romantica che ne offre Girard, è la bellissima Keira Knightley. Il coinvolgimento dell’attrice, di nuovo in costume dopo il recente Espiazione, avviene però in maniera del tutto casuale. A convincere il regista, che era a un passo dal ripiegare su un’altra scelta, è stata proprio la sua interpretazione di Orgoglio e pregiudizio: “Grazie a quel film ho capito che era la persona giusta. Appena ha ricevuto il copione, ho poi pensato che il destino fosse dalla nostra parte: Keira è una grandissima fan del romanzo e non ha esitato un attimo ad accettare la parte”. Immediata è stata invece la scelta di Michael Pitt, nel ruolo del marito e protagonista Hervé Jancour: “Le sue interpretazioni per Bertolucci e Van Sant mi avevano molto colpito. Il copione sembrava scritto per lui: l’attore ideale per incarnare quella tranquillità silenziosa che serviva al personaggio”.

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