Il Volo di Ailo

L'attore voce narrante di Un'avventura tra i ghiacci, film su un cucciolo di renna che imparerà ad affrontare i pericoli del mondo: "Voglio che i miei figli vedano storie come questa", in sala dal 14 novembre
Il Volo di Ailo
Fabio Volo impegnato al doppiaggio di Ailo - Un'avventura tra i ghiacchi

“Più vedi la natura, più ci entri in contatto e più ti consegnerà una grammatica comportamentale ecologica”.

Parola di Fabio Volo, che è la voce narrante del film Ailo, un’avventura tra i ghiacci di Guillaume Maidatchevsky, in uscita il 14 novembre distribuito da Adler Entertainment in collaborazione con Italian International Film.

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Ailo – Un’avventura tra i ghiacci

“Ho deciso di partecipare a questo progetto perché sono genitore e voglio che i miei figli vedano film emozionanti e educativi come questo”, prosegue Volo che è sposato con un’islandese e che di conseguenza conosce bene la natura: “Vado lì da sette-otto anni ed è un paese dove ci sono i geyser, i ghiacciai e i vulcani. Lo scorso anno invece ho visitato la Norvegia, il tempo di spaccarmi una gamba, perché sono caduto nell’oceano. La Lapponia non la conosco però”.

La natura incontaminata della Lapponia fa da sfondo a questa storia che vede protagonista un piccolo cucciolo di renna che imparerà ad affrontare i pericoli del mondo. Al centro c’è dunque il tema dell’ecologia. Un argomento importante in questo periodo che vede l’attivista svedese Greta Thunberg in prima linea.

“Greta ha cavalcato un’onda –dice-. Quando una stanza è satura di gas basta una scintilla e tutto esplode. Non credo che tutti i giovani siano interessati all’ecologia. Credo che seguono un flusso che è arrivato e lo cavalcano. Non li vedo così rivoluzionari. E’ probabile che tra un anno o due abbandoneranno questa causa. Per rispettare la natura devi esserne a contatto, altrimenti avrai sempre un comportamento da cittadino che cerca di rispettare delle regole”.

Fabio Volo

Anche Volo, a suo modo, ci prova ad essere green: “Per prima cosa al supermercato eviti di comprare prodotti che sono super imballati, poi giri con una borraccia. Certo, in Italia non è facile. In California, ovunque, c’è l’acqua con il depuratore e tu vai con la tua borraccia e la riempi. Qui talvolta ti trovi a comprare la bottiglietta di plastica e travasarla perché non sai dove trovare l’acqua!”.

Comunque, a suo avviso, è sempre meglio non essere estremisti (“no nazi-vegan” per intenderci), ma avere “la giusta misura nelle cose”, di fatto “gli integralisti non hanno mai funzionato in nessun campo”. “Mi piace la verdura, ma mangio anche la carne rossa ogni tanto- racconta-. E vengo da Brescia dove anziché con il biberon ti svezzano con la carne!”.  E a proposito di mamme e svezzamenti dice: “La mamma di Ailo è come le mamme dei paesi nord europei: consegnano al figlio l’indipendenza. Nei paesi cattolici si insegna invece la dipendenza. Per cui la mia ancora mi chiede se mi deve fare le lavatrici”.

La “giusta via di mezzo” cerca di averla anche rispetto all’uso di tablet e telefonini da parte dei figli: “A tavola è importante che siano con noi e socializzino e che non stiano davanti a uno schermo. Non se ne deve abusare”.

Con due figli piccoli ha dovuto rinunciare alla televisione e al cinema perché non aveva più molto tempo. Si è però continuato a dedicare alla radio e nel frattempo sta scrivendo il soggetto di un film: “Ho anche in mente due programmi televisivi, ma non è il momento giusto per tornare. D’altronde la radio è spontanea, mentre la televisione è fatta di compromessi e quello che vedi non è mai ciò che l’autore vuole, ma quello che lui è riuscito a salvare dall’editore, dal direttore di rete e via dicendo”.

Intanto è da poco uscito in libreria il suo ultimo libro Una gran voglia di vivere, edito da Mondadori, che parla di una crisi di coppia. E’ in qualche modo autobiografico? “Parto sempre da qualcosa che mi riguarda. Io sono in coppia e quindi, come tutte le coppie, sono in crisi. Quando non lo si è, è perché lui ha un’altra o viceversa”, dice. E poi conclude: “Sarebbe bello farne un film, ma è difficile perché si svolge in Nuova Zelanda, quindi costerebbe troppo”.

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