Il “sangue” dei Coen per Yimou

Il regista cinese in gara per l'Orso d'Oro con il remake di Blood Simple, primo film dei Coen: operazione riuscita
16 Febbraio 2010
Il “sangue” dei Coen per Yimou

Con A Woman, a Gun and a Noodle Shop, il divertito remake di Blood Simple, la prima pellicola dei fratelli Coen del 1984, il cinese Zhang Yimou porta in concorso al Festival di Berlino una ventata di buon umore. Il film dei Coen Zhang Yimou l’ha visto per la prima volta a Cannes, senza capire una parola. Le immagini peró restituivano il senso di un thriller. Qualche anno dopo rivide la pellicola con i sottotitoli, rimanendone stregato. Per il suo remake Zhang sposta la storia dal Texas alla Cina del Nord ai tempi dell’imperatore, attingendo cosí a una lunga tradizione di motivi farseschi che il regista declina con accenti di grande autoironia. In questo la pellicola é debitrice dello stile slapstick della vecchia scuola di Hong-Kong, all’interno peró di una cornice da wuxiapian. L’irresistibile sepoltura notturna del marito, ad esempio, non avviene in aperta campagna ma nel cratere generato da una palla di cannone. Il killer porta un elmo invece del cappello da cowboy. La cassaforte, invece, é sempre al centro della storia. Particolarmente riuscito il finale. Dai Coen il killer a caccia della moglie spara nel muro provocando l’indimenticabile gioco di luce nella stanza accanto. Qui l’effetto raddoppia, con le fessure create da frecce e spade. Notevole.
Zhang Yimou, che nel 1988 qui a Berlino vinse l’Orso d’Oro con Sorgo rosso, nel suo nuovo A Woman, a Gun and a Noodle Shop tira fuori un lato sorprendentemente comico soprattutto rispetto alle cose cui ci ha abituato. La pellicola ha una sua piacevole freschezza rigenerante e dimostra che anche il cinema cinese, solitamente ingessato nell’esibizione un po’ superflua dello sfarzo produttivo, può dimostrarsi capace di ridere di sè stesso. La sensazione é che l’autore di monumentali pellicole epiche come Hero, La foresta dei pugnali volanti o La cittá proibita si sia voluto prendere una pausa di leggerezza. Qualcosa che lo facesse divertire e per una volta non rispolverasse il rimprovero di mettere in scena pellicole da sogno ma dal sapore‚ totalitario” che tanto piacciono al Governo di Pechino. In A Woman, a Gun and a Noodle Shop Yimou non ha neanche bisogno della musica per stimolare il buon umore e francamente non se ne sente la mancanza. Il film funziona, diverte e fila liscio come una commedia dovrebbe fare. Cosa non di poco conto, sosprattutto in un festival internazionale. Ethan und Joel Coen hanno giá visto la versione sottotitolata e gli é piaciuta moltissimo. Sicuramente un buon segno in vista dell’inizio dell’anno cinese della tigre.

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