Il Lido dei western

La Storia segreta del cinema italiano impugna la Colt. Alla 64esima Mostra di Venezia, padrino Quentin Tarantino
10 Maggio 2007
Il Lido dei western
Clint Eastwoodnel cappio di Sergio Leone

Sarà dedicato al Western all’italiana la Storia segreta del cinema italiano della 64esima Mostra di Venezia, inprogramma dal 29 agosto all’8 settembre.  La scelta del Western all’italiana rappresenta la continuazione ideale del lavoro sulla Storia segreta del cinema italiano, iniziato nel 2004, e che, per tutto l’ultimo quadriennio, ha rilanciato con successo il recupero del cinema italiano invisibile, accanto alle iniziative parallele della Storia segreta del cinema asiatico nel 2005 e della Storia segreta del cinema russo nel 2006. Curato da Marco Giusti e Manlio Gomarasca con la proiezione di 40 lungometraggi, l’evento avrà per padrino Quentin Tarantino, già ospite per la prima Storia segreta nel 2004. Il fascino degli “spaghetti western”, il nostro “western all’italiana”, a oltre quarant’anni dall’uscita di Per un pugno di dollari di Sergio Leone, non sembra diminuire, considerando gli omaggi che registi come lo stesso Tarantino, Scorsese, Johnnie To, John Woo gli hanno recentemente dedicato. L’omaggio della 64esima Mostra contemplerà ovviamente Sergio Leone, Sergio Corbucci, con Navajo Joe e I crudeli, Sergio Sollima, con La resa dei conti, ed Enzo Castellari con Keoma, nonché autori già omaggiati da Tarantino in Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2: Giulio Petroni di Da uomo a uomo, Giancarlo Santi di Il grande duello. E ancora El desperado di Franco Rossetti, The Bounty Killer di Eugenio Martin, Prega il morto e ammazza il vivo di Giuseppe Vari, Quel caldo maledetto giorno della resa dei conti di Paolo Bianchini, Preparati la bara di Ferdinando Baldi, Professionisti per un massacro di Nando Cicero, Una pistola per Ringo di Duccio Tessari e Un dollaro bucato di Giorgio Ferroni. Dedicata a Tarantino anche la riscoperta del più violento western mai fatto, Condenados a vivir di Josè Romero Marchent con l’italianissimo Robert Hundar (Claudio Undari).

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