Il giorno più bello è in sala

"Non ho sentito l’esigenza di graffiare", dice Andrea Zalone. Che esordisce alla regia con il remake del francese C'est la vie, sullo schermo dal 9 giugno
Il giorno più bello è in sala
Il giorno più bello © Marco Piovanotto

Arriva il 9 giugno, distribuito in 300 copie da 01 distribution, il remake tutto in salsa italiana del popolarissimo film francese C’est la vie – Prendila come viene di Toledano e Nakache. S’intitola Il giorno più bello e lo dirige Andrea Zalone, alla sua opera prima. Nel cast Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Violante Placido, Valeria Bilello, Stefano De Martino, Lodo Guenzi, Massimo De Lorenzo, Fiammetta Cicogna e Carlo Buccirosso.

“Il film francese mi era piaciuto molto e mi è stato chiesto di farne l’adattamento: non sono un megalomane”, dice Zalone per la prima volta dietro la macchina da presa e consapevole di confrontarsi con un antecedente di grande successo. “Ho scritto la sceneggiatura insieme a Fabio Bonifacci e abbiamo lavorato sull’adattamento. Non ci siamo posti il problema di un confronto con l’originale francese, io ho accettato perché è bello sperimentarsi, da anni mastico un po’ di comicità, e poi faccio uso di Xanax quindi non mi sono agitato troppo”, racconta poi.

Nella storia il wedding planner Aurelio (Paolo Kessisoglu: “un cinquantenne che si rende conto di non aver mai scelto nulla nella vita”) è alle prese con la difficile organizzazione dell’ultimo matrimonio della sua carriera: quello tra due rampolli dell’alta borghesia, ovvero Pier (Stefano De Martino) e Chiara (Fiammetta Cicogna: “una donna succube del marito”). Lo aiuteranno nell’impresa: l’assistente Adele (Violante Placido), il cantante Billy (Lodo Guenzi), il fotografo Giorgio (Luca Bizzarri: “interpreto il cornuto consapevole”) e la sua storica collaboratrice Serena (Valeria Bilello: “una donna libera che si fa trasportare dall’istinto”).

“Il cast l’ho scelto io”, prosegue Zalone, che nella sua carriera ha ideato diversi spettacoli teatrali e programmi televisivi e che ha lavorato diversi anni (dal 2006) con il comico Maurizio Crozza. Qui però è quasi del tutto assente quella comicità politicamente scorretta che lo ha reso famoso. Come mai? “Come autore auspico l’originalità e prediligo le creazioni originali. Ma è anche creativo cimentarsi in un adattamento. Questo film vuole essere una commedia elegante e divertente adatta a tutti e non ho sentito l’esigenza di inserire per forza qualcosa che volesse graffiare. Magari la prossima volta scriverò qualcosa di politicamente scorretto”. E sui matrimoni: “I matrimoni sono sempre più dei baracconi. Sono uno spazio quasi teatrale dove avvengono tante dinamiche umane”. Mentre sui tanti riferimenti al Covid: “È un film contemporaneo e ci sembrava giusto metterlo”.

Infine Stefano De Martino, che per la prima volta recita in un film, qui nei panni di un “mammone” insopportabile, conclude: “Non mi ci rivedo nel mio personaggio. Interpreto un maschio mammone quando io sono andato via di casa a sedici anni. Mi sono molto divertito a recitare. Non penso di aver segnato nessun goal, ma spero di non aver fatto perdere la squadra. Non so se proseguirò a fare l’attore nel cinema perché io sono abituato ad assecondare le richieste del pubblico e quindi penso che continuerò a fare televisione”.

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