Il delitto di Raul

Giallo psicologico per l'esordio di Andrea Bolognini: "Contro la giustizia arbitraria e omicida". Con Dionisi e Giannini
11 Aprile 2005
Il delitto di Raul

“E’ un’opera in cui si sente il sapore di ciò che si vede come da molto tempo non accade più nel cinema italiano”. Non usa mezzi termini Giancarlo Giannini per definire Raul – Diritto di uccidere, il film di Andrea Bolognini in cui recita accanto a Stefano Dionisi, Violante Placido, Laura Betti e Alessandro Haber. La pellicola prende vita da un progetto di Mauro Bolognini, per cui Suso Cecchi D’Amico e il figlio Masolino, insieme a Luigi Bazzoni, avevano scritto la sceneggiatura nel 1973: “Raul – afferma Masolino – era stato pensato per l’esordio di Bazzoni, ma poi non se ne era fatto niente. Oggi è diventato l’opera prima del nipote di Mauro Bolognini, Andrea”. Il film è un giallo psicologico liberamente tratto da Delitto e castigo di Dostoevskij e ambientato a Roma nel maggio 1938, nei giorni della visita di Hitler. Raul (Dionisi), giovane laureato in giurisprudenza, crede di alleviare la propria sofferenza morale ricorrendo alle teorie superomistiche tanto in voga all’epoca: su queste basi, si arroga il diritto di uccidere un’anziana usuraia (Laura Betti) che lo tiene in pugno. L’omicidio, al contrario, lo sconvolge: messo alle strette dal giudice Porfirio (Giannini), inizia con il magistrato un duello psicologico serrato, ma trova anche l’amore della prostituta Sonia (la Placido). “Il tema del film – sostiene il regista – è molto attuale: il terrorismo internazionale e la democrazia esportata con le bombe sono entrambi sostenuti da un concetto di giustizia arbitrario e omicida, lo stesso che anima Raul. Il suo personaggio, pur antifascista, è assimilabile a un novello Hitler o a un Mussolini”. A negare però un parallelismo immediato tra l’Italia fascista e quella attuale è Giannini: “Non si tratta di un reality show, abbiamo recitato portando sullo schermo il contesto socio-politico dell’Italia prebellica.” “Il mio – prosegue l’attore – è un personaggio metafisico. Nasce dall’impatto tra il realismo minuto e le atmosfere oniriche che ritroviamo già in Dostoevskij. Regista e sceneggiatori hanno riprodotto in modo straordinario l’ideologia dell’autore russo sino a portare in Raul la profondità dell’animo umano”. Giancarlo Giannini è attualmente impegnato al fianco di Victoria Abril sul set del nuovo film di Vicente Aranda, Tirant lo Blanc. Location sparse tra Madrid, l’Almeira e Istanbul, questo film in costume vede Giannini nei panni dell’imperatore di Costantinopoli: “Tornare a lavorare con la Abril dopo il mio Ternosecco è stato un grande piacere”.

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