Il coraggio del perdono

Anteprima stasera a Roma di Come saltano i pesci di Alessandro Valori, con Simone Riccioni, Giorgio Colangeli, Maria Amelia Monti e Marianna Di Martino. Dal 31 marzo in sala
Il coraggio del perdono
Come saltano i pesci

Si terrà questa sera, martedì 29 marzo 2016 alle ore 21.00, al cinema Ciak di Roma l’anteprima di Come saltano i pesci di Alessandro Valori (Chi nasce tondo, Radio West), alla presenza del cast, tra cui Simone Riccioni – che del film è co-sceneggiatore e produttore, oltre che protagonista -, Marianna Di Martino, Brenno Placido, Giorgio Colangeli, Maria Amelia Monti, Biagio Izzo, Sarah Maestri.

Come saltano i pesci uscirà nelle sale italiane dal 31 marzo ed è promosso anche dalla Pastorale giovanile della CEI, per il suo “raccontare, attraverso il cinema, una storia che sappia legare tra loro temi molto importanti (l’amore, la fratellanza, il perdono, l’accoglienza, la famiglia, la disabilità vista come opportunità e ricchezza), evidenziando il rispetto nei confronti della persona umana, senza alcuna discriminazione”.

Il film affronta la storia di Matteo (Riccioni), ragazzo di 26 anni, che conduce una vita spensierata con la sua famiglia, con i genitori Italo (Giorgio Colangeli) e Mariella (Maria Amelia Monti) e la sorella Giulia (Maria Paola Rosini), con la sindrome di Down. La quotidianità però deraglia con una telefonata, con la scoperta di una scomoda verità. Inizia così per Matteo un cammino in cerca di sé, in cerca di riscatto; a giocare un ruolo determinante, oltre alla famiglia, sarà la fede e il perdono. «La fede fa parte della vita – sottolinea il regista –, tutti noi, credenti e non, ci interroghiamo sul nostro destino. C’è un mondo fatto di credenti che il cinema non racconta mai. La religiosità è un valore enorme, negarlo sarebbe miope».

La sceneggiatura di Come saltano i pesci, firmata da Simone Riccioni, Alessandro Valori, Serena De Angelis, è diventata anche un romanzo edito da Leone editore e curato dallo stesso Riccioni insieme a Jonathan Arpeti, con la postfazione di mons. Giovanni D’Ercole. “Il soggetto è mio – afferma Simone Riccioni – L’idea mi è nata da un sogno che poi ho proposto al regista Alessandro Valori. Vorrei che dal film emergesse l’importanza del senso di gruppo. Grazie ad una bambina, Giulia, si riuscirà a scoprire che tutto quanto può rifiorire, e ci si può rialzare anche nelle situazioni difficili. Mi sono innamorato del mondo dei bimbi con sindrome di Down facendo l’attore e giocando con loro. Hanno una grande semplicità nel guardare alla vita e questo mi ha colpito tantissimo. E’ importante far vedere che la famiglia è sì un posto dove c’è accoglienza, perdono e amore, ma è anche il luogo in cui si può essere imperfetti”.

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