Il cinema di Ballarò

Licia Maglietta e Antonio Catania: in pillole, ad ogni puntata, per raccontare vizi e contraddizioni d'Italia
9 Gennaio 2007
Il cinema di Ballarò

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Ballarò si fa cinema: a partire da domani, alla fine di ogni puntata, ovvero nel segmento di maggiore ascolto, verranno mandate in onde 21 pillole di 4 minuti ciascuna di un vero e proprio film dal titolo Viaggio in Italia – Una favola vera, scritto e diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, con Licia Maglietta e Antonio Catania, accompagnati da un lungo elenco di attori che hanno voluto partecipare amichevolmente al progetto fidandosi del marchio Ballarò. Il film racconta il viaggio da Milano a Stromboli di una coppia separata, riunitasi a causa di un evento particolare: il matrimonio della figlia. Lei commerciante, lui professore di latino; lei di destra, lui di sinistra: insomma, un’occasione di incontro-scontro tra temi personali e questioni politiche: “Abbiamo realizzato un’idea che potevamo non avere – afferma il conduttore Giovanni Floris -. Con i risultati che ci danno ogni volta più fiducia, abbiamo deciso di fare un nuovo investimento. Ballarò non è solo un terreno di confronto per le forze politiche, ma anche un luogo dove ci piace sperimentare”. “Abbiamo cominciato 5 anni fa con i ‘corsivi televisivi’ – prosegue il conduttore del programma – poi siamo passati ai ‘corti’, ricevendo entusiastiche adesioni da parte di molti registi italiani. Ultimamente, abbiamo realizzato la serie dedicata agli spot sociali, che hanno ricevuto premi e riconoscimenti: ogni volta abbiamo chiuso tutto e investito in una cosa nuova che prima non esisteva. Ed ora abbiamo questo film sbriciolato nel programma: un prodotto che ha i tempi degli spot, il linguaggio del cinema, con punte di raffinata commedia all’italiana, e i ritmi della fiction”. Insomma Ballarò non si ferma e, anzi, rilancia: “Secondo qualche osservatore -prosegue Floris – con il centrosinistra al governo Ballarò si sarebbe dovuto sgonfiare, invece abbiamo chiuso a Natale con un punto percentuale in più rispetto all’anno scorso”. “Stavolta – precisa ancora il conduttore – abbiamo cercato di unire due Italie che non riescono a stare insieme: i temi del film sono in filigrana, argomenti osservati da un diverso punto di vista”. Durante il viaggio i due protagonisti, sullo sfondo della loro vicenda umana, si ritrovano infatti a riflettere su problemi sociali, luoghi comuni e debolezze della società italiana: ognuno, chiaramente, la vede a modo suo, necessariamente influenzato dalle sue convinzioni politiche. La storia si sviluppa attraverso una serie di episodi autonomi che vedono la partecipazione di attori come Claudio Amendola, Vittoria Belvedere, Nino Frassica, Veronica Pivetti, Stefano Sarcinelli, Sebastiano Somma e tanti altri ancora: “Quando abbiamo iniziato a lavorare su questa idea – ricorda ancora Floris – non pensavamo di riuscire ad avere la partecipazione di tutti questi attori: l’adesione è stata immediata e senza contattare agenti: ci siamo limitati a telefonare a nome di Ballarò. La conferma viene proprio dal protagonista Antonio Catania: “C’è stata adesione perchè ci si riconosce nel progetto: raccontare una storia in cui la vita personale dei due protagonisti si rifletta inevitabilmente sulla loro visione politica”. In questo percorso il “risultato non è per niente scontato – suggerisce Floris – così come in una puntata di Ballarò. Per Paolo Hendel, uno dei protagonisti del progetto, “questo film, con in viaggio lei di destra e lui di sinistra, mi sembra rappresenti la prima concreta risposta all’appello del presidente Napolitano al dialogo tra le forze politiche. Anzi, Genovesi e Miniero hanno scritto la storia prima ancora dell’appello del presidente. Forse, l’appello del presidente l’hanno scritto proprio loro insieme a Floris. Vedi come siamo avanti noi di ‘Ballarò’?”. Il film, che uscirà in Dvd, ha interessano anche alcune case di distribuzione: è dunque probabile che, molto presto, il film arriverà anche nelle sale cinematografiche. Un ottimo risultato per una produzione “assolutamente sperimentale”, come l’ha definito il produttore Marco Belardi, scritto in 3 settimane e girato in due: “La difficoltà, infatti, sono stati i tempi – dichiara Paolo Genovesi, uno dei registi – A settembre, il progetto ancora non esisteva, Annamaria Catricalà ha dato l’idea durante una riunione di redazione e da li’ siamo partiti.Eppure, a volte, i limiti possono diventare meriti perchè la fretta, in questo caso, ci ha obbligato a fare un film ‘di pancia’, tanto che la limitazione dei tempi è diventatata un’opportunità”. Il film è a basso costo e gli attori non solo hanno lavorato gratis, ma hanno anche ringraziato di essere stati chiamati: tra questi Nino Frassica e Sebastiano Somma che si sono detti perfino onorati di partecipare ad un progetto di Ballarò. E non sono i soli: Vittoria Belvedere, ad esempio, ha detto di aver lavorato solo per amicizia. O, ancora, come Alberto Nobile, Gianni Ferreri e Marco Guadagno che, quasi all’unisono, hanno dichiarato: “Genovese, Miniero e Ballarò: basta il nome”.

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