I Vanzina a Miami Beach

I fratelli Carlo ed Enrico festeggiano 40 anni di carriera con un nuovo film e una sfida estiva: "Gli esercenti ci diano fiducia"
I Vanzina a Miami Beach

Dal 1° giugno su oltre 300 schermi targati 01 Distribution, Miami Beach è il 58esimo film diretto da Carlo Vanzina, e scritto insieme al fratello Enrico, in 40 anni di carriera: l’esordio nel 1976 con Luna di miele in tre.

Ispirato alle commedia americane dei fratelli Farrelly e Ben Stiller, nonché al classico francese Mio padre, che eroe! con Gérard Depardieu: “Chi fa cinema digerisce tutto, nemmeno – dice Carlo – ricorda i film che ha visto, ma sono contento abbiate colto queste influenze: riferimenti alla commedia americana ce ne sono sicuramente,  l’idea è nata da uno scouting che le mie figlie mi hanno costretto a fare negli Usa”, il film si giostra tra storie d’amore ed equivoci, portando in primo piano la comunità italiana di Miami grazie a un cast capeggiato da Paola Minaccioni e Max Tortora e composto da Ricky Memphis, Emanuele Propizio, Giampaolo Morelli e i giovani Neva Leoni, Filippo Laganà (figlio di Rodolfo), Camilla Tedeschi (figlio di Corrado) e la svedese Nina Strauss.

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La Minaccioni interpreta una signora snob milanese: “Il dialetto porta con sé un immaginario comico: mi sono ispirata a Franca Valeri per una figura archetipica della tragedia greca nota come ‘la stronza’”, mentre il suo partner Tortora precisa: “Io sono romano e me lo tengo, non sarei capace di cambiare accento, ma al momento giusto so dare una zampata come faceva Sordi”. Della partita anche il giovane Laganà: “Con Carlo ed Enrico sei sicuro di due cose: alle tre sei a casa, perché sono veloci a girare, e quando gioca la Roma si fermano”.

Viceversa, Enrico Vanzina si concentra sui “caratteri immutabili: i ragazzi anni ’60 di Sapore di mare e questi di Miami Beach sono identici. Certo, a otto anni mio padre Steno ci portava al museo, oggi i bambini li portano all’IKEA”.

Infine, il fratello Carlo sull’uscita a giugno: “Usciamo d’estate per resistere: non bastano tre settimane, ce ne vogliono almeno otto di tenitura. Gli esercenti ci diano fiducia e  abbiano pazienza”.

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