I David dal Presidente

"Il cinema esprime cultura, industria, ricerca. È sogno e magia. Ma questa è anche un’occasione per fare il punto sui problemi e sulle sue potenzialità", dice Sergio Mattarella. Che al Quirinale incontra i candidati all'Oscar italiano
I David dal Presidente
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana (Foto tratta da quirinale.it)

“Full Metal Sergio”, così definisce il Presidente Mattarella l’ironica Geppi Cucciari che questa mattina ha condotto con brio il tradizionale ricevimento dei David di Donatello tenutosi al Quirinale.

In attesa della consegna dei premi più ambiti del cinema italiano, che avverrà questa sera nel corso della cerimonia in diretta su Rai 1 con la conduzione di Carlo Conti, il Presidente della Repubblica “più amato dagli italiani” ha incontrato e festeggiato tutti i candidati che fanno parte delle cinquine dei finalisti con un discorso davvero appassionato “circondato da arazzi e corazzieri” nella location “super umile” del Colle.


“Il David di Donatello è una grande festa del cinema italiano. Il cinema esprime cultura, industria, ricerca. È sogno e magia. Ma questa è anche un’occasione per fare il punto sui problemi e sulle potenzialità del cinema, su quello che va corretto e su quello che va rafforzato al fine di favorire una sempre più ricca progettualità”, ha detto Mattarella, ricordando poi e omaggiando i molti protagonisti del nostro cinema che ci hanno lasciato quest’anno: “Vittorio Taviani, Paolo Ferrari, Ermanno Olmi, Carlo Vanzina, Bernardo Bertolucci, Ennio Fantastichini, Giulio Brogi e Pino Caruso”.
 


Si è svolto così davanti ai tanti candidati e addetti ai lavori questo “momento di armonia perché stasera solo parte di voi sarà premiata e qualcosa cambierà”, come ha detto scherzosamente Geppi Cucciari.
  Dopo aver evidenziato come questo sia stato un anno importante e di rinnovamento per i David, la Direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano Piera Detassis ha menzionato la nuova statuetta (il David dello Spettatore) che sarà data al film cha ha totalizzato maggiori presenze in sala e poi ha applaudito tutti i protagonisti, questo parterre di eccellenze: “capaci di attraversare le frontiere e di raccontare l’Italia nella sua complessità con linguaggi forti e di grande impatto”.


Quest’anno riceveranno il premio speciale e alla carriera: il “maestro della paura” Dario Argento, il “genio” Tim Burton, che proprio ieri ha presentato in Italia il suo Dumbo, e Francesca Lo Schiavo, già vincitrice di tre Oscar per la sua attività magistrale di arredatrice di set.


“Si tratta anche di un riconoscimento al talento femminile, costitutivo del cinema, e che, nel tempo, ha avuto modo di dispiegarsi in tutti gli ambienti. Un talento che dobbiamo sempre più rispettare e valorizzare”, ha detto il Presidente.


E anche Piera Detassis nel suo discorso ha voluto sottolineare che: “Quest’anno qualcosa è cambiato, per la prima volta in sessantaquattro edizioni due autrici (Valeria Golino e Alice Rohrwacher) sono nominate sia nella categoria miglior film che in quella per la miglior regia. Un passo importante che ci racconta un paese e un cinema in evoluzione”.

LE NOMINATION DEI DAVID DI DONATELLO 2019

 

Mattarella ha poi ha evidenziato l’importanza della “dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva per il sistema-Paese” perché: “Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia, non è un vero economista”.

“Occorre valorizzare il talento italiano e nel contempo costruire legami sempre più forti nel cinema europeo – ha proseguito –. È di grande importanza dare ossigeno alle produzioni nazionali, non di meno aprirsi alle coproduzioni. L’interdipendenza tra cinema e tv, ma anche le opportunità offerte dalle nuove piattaforme costituiscono una sfida a cui non si può rinunciare”.

Nel cinema l’Europa ha un ruolo decisivo, secondo Mattarella, per cui: “Deve giocare con saggezza le proprie carte per difendere, promuovere e valorizzare il proprio patrimonio di creatività e di cultura di fronte a competitori potenti, a soggetti globali. Peraltro i singoli Paesi rischiano di non farcela da soli, di non reggere le onde d’urto”.

Si è poi auspicato che le nuove regole possano contribuire a rafforzare le presenze in sala (nel 2018 sono state inferiori a quelle dell’anno precedente), promuovendo una stagione estiva più ricca di uscite di film e prevedendo un congruo periodo di tempo tra la permanenza di film in sala e l’uscita sulle piattaforme di video on demand.

Non a caso quest’edizione dei David è anche nel segno di Moviement il cui motto è: “Al cinema tutto l’anno”. Il progetto sostenuto in modo compatto da tutto il mondo dell’industria cinematografica e dal Mibac vuole rilanciare il cinema come forma d’intrattenimento culturale per tutto l’anno (“Cambiare le abitudini non è facile, ma tutti possiamo farcela”, ha detto la Detassis).

Sempre in quest’ottica il ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli ha annunciato che quest’estate saranno lanciate varie prime in modo da rendere l’industria cinematografica funzionante per dodici mesi l’anno. Tre le varie iniziative volte a favorire la circolazione internazionale della nostra cultura anche: misure volte ad abbattere la pirateria, 30 milioni di euro destinati alle ristrutturazioni delle sale cinematografiche, diverse coproduzioni in programma e la promozione di film che abbiano come tema la lotta alla violenza sulle donne.

In attesa della serata degli Oscar del cinema italiano, Geppi Cucciari ha infine concluso con alcuni consigli a chi staserà salirà sul palcoscenico per ricevere l’ambita statuetta. Tra questi: “Non ricordate i vostri esordi al centro sperimentale”.

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