I dati SIAE sul cinema nel 2018

La cultura tiene ma il cinema è in crisi. Questo emerge dal nuovo Annuario dello Spettacolo
I dati SIAE sul cinema nel 2018

Presentato oggi, 10 luglio 2019, l’Annuario dello Spettacolo 2018, elaborato da SIAE: un censimento totale delle attività culturali dell’anno passato, da cui estrapolare dati statistici dettagliati e comparativi per teatro, musica pop, lirica e, caso di nostro interesse, cinema.

“Si tratta di uno spaccato economico e sociale” spiega la moderatrice dell’incontro, Elisabetta Stefanelli di ANSA, “che va molto oltre la semplice raccolta di dati, in un momento delicato come questo per l’informazione e la cultura occidentale”.

Il momento è, in effetti, quanto mai di difficile analisi. Tutte le attività dello spettacolo, nel 2018, hanno migliorato o eguagliato i risultati dell’anno precedente, tutte tranne il cinema. Quest’ultimo, infatti, è in grave flessione.

“L’annuario, che quest’anno spegne 85 candeline”, interviene Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE, “cattura un anno di luci e ombre: il cinema è la grande ombra del 2018”.

I dati parlano chiaro: 90 milioni di euro di biglietti venduti contro i 113 del 2016, anno di successo imputato, in larga parte, all’uscita del film con Checco Zalone (atteso al varco con Tolo Tolo, il prossimo 1 gennaio 2020), ma sensibilmente inferiori anche ai 100 milioni del 2017. “Inoltre”, precisa ancora Blandini, “nella top ten dei film del 2018, nessun titolo italiano”.

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Estratto dall’Annuario dello Spettacolo 2018, a cura di SIAE

A cosa si deve questo calo? È possibile imputarlo alla discesa in campo delle piattaforme digitali di streaming, nei confronti delle quali SIAE si confronta perché venga riconosciuto, universalmente, il diritto d’autore.

A proposito, parla il Presidente Mogol: “La SIAE è nata 137 anni fa, fondata da Verdi, Carducci, De Amicis, perché chi fa cultura possa mantenersi. Qualcuno dice che la cultura non si mangia, beh, chi dice questo non ha capito niente”. E aggiunge: “Inviteremo tutti i rappresentanti dei partiti, riconosciuti dall’86% degli italiani, perché le piattaforme digitali chiariscano la loro posizione sul diritto d’autore”.

Il dato sul cinema preoccupa anche perché comunque, di tutte le attività culturali, continua a essere la meno dispendiosa. Eppure, l’emorragia di fruitori sembra riguardarlo esclusivamente, mentre il teatro, i concerti, la lirica (anche tra i giovani) e il resto mostrano un’ottima tenitura, laddove non un incremento, rispetto al 2017.

“C’è una tendenza rilevante a favore di eventi culturali tra i giovani”, spiega Salvatore Nastasi, Vicepresidente SIAE. “Sono settori su cui puntare e c’è grande recettività. È un esempio di come il nostro annuario sia una fotografia del presente, che contiene però grandi spunti per il futuro dell’industria culturale italiana”.

Sulle contraddizioni del cinema anche Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research: “Un film rappresenta evasione, fantasia, racconto della vita. Ma ora c’è la concorrenza dei canali di diffusione alternativi: piattaforme digitali, televisione pubblica, pay TV. Il 60% degli italiani preferisce vedere film a casa, per maggiore comodità. Come un gatto in tangenziale è stato visto da tutti, viene ricordato e citato trasversalmente, ma è in fondo agli ingressi rispetto alle grandi produzioni internazionali”.

Intervengono anche gli onorevoli Dario Franceschini, Paolo Lattanzio e Alessandro Morelli. “Non bisogna assistere inerti alla crisi del cinema” dichiara il primo, celebre per aver promosso l’iniziativa del cinema a 2€ nel 2017. “Andare in sala è e rimarrà un’esperienza diversa dal fruire a casa, è un valore culturale oltre che economico e industriale: non si tratta semplicemente di fare sconti, ma di costruire un evento cui tutti vogliano partecipare”.

È poi il turno di Lattanzio, più volte citato per la proposta di legge contro il fenomeno del secondary ticketing (la rivendita sistematica di biglietti per eventi e concerti a prezzo maggiorato) formulata insieme a Alessandra Carbonaro: “È importante dimostrare una sensibilità più ampia sui temi dell’industria e delle risorse culturali italiane, da valorizzare il più possibile”.

Infine, Alessandro Morelli: “In questa fase di transizione dall’economia del cinema all’economia digitale, è necessario aprirci e dialogare con i nuovi interlocutori”.

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Da sinistra, Gianni Letta e Giulio Rapetti Mogol

Chiude il discorso Gianni Letta, padrone di casa in quanto Presidente di Civita, associazione che ospita l’incontro: “È un onore accogliere questo dibattito, vivo e produttore di effetti concreti. Si nota anche un’intesa politica trasversale, all’interno della maggioranza e anche dell’opposizione, a difesa di un settore che è culturale e nazionale”.

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