Grazie Roma…

Per i 150 anni dell'Unità d'Italia il festival della capitale si tri-colora: in cartellone sono 56 i nostri film. Focus sull'Inghilterra, Extra con Guggenheim e Gibney
13 Ottobre 2011
Grazie Roma…

Quattro italiani in concorso: Pupi Avati (Il cuore grande delle ragazze), Ivan Cotroneo (La Kryptonite nella borsa), Marina Spada (Il mio domani) e Pippo Mezzapesa (Il paese delle spose infelici). Due fuori concorso: Giuliano Montaldo (L’industriale) e Roberto Faenza (Un giorno questo dolore ti sarà utile). Un doppio omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia (Rotaie di Mario Camerini, I cannibali di Liliana Cavani), un paio di riscoperte tra gli eventi speciali (Toto’ in 3d – Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattoli e L’illazione di Lelio Luttazzi). All’Italia, con dedica. Potrebbe essere ribattezzata così la sesta edizione – dal 27 ottobre al 4 novembre – del Festival di Roma (non manca una vetrina dedicata ai giovani registi e una retrospettiva in dieci tappe alla ricerca dell’identità tricolore) che, come ha sottolineato lo stesso sindaco Alemanno, mai come quest’anno rivela “un forte timbro italiano”. 56 sono i titoli nazionali in programma al Festival, divisi tra concorso, fuori concorso, Extra ed eventi speciali, come 11 metri, il documentario diretto da Francesco Del Grosso e dedicato a una vecchia gloria romanista, Agostino Di Bartolomei, storico capitano della “magica” tra il 1972 e il 1984 (la presentazione di questo lavoro sarà accompagnata da numerose personalità del mondo dello sport); 148 Stefano mostri dell’inerzia, il doc di Maurizio Cartolano che rievoca gli ultimi giorni di Stefano Cucchi, destinato probabilmente a sollevare polemiche; Noi di settembre di Stefano Veneruso, un omaggio a Franco Califano (che farà un incontro col pubblico). Il 2 novembre al Palazzo delle Esposizioni si terrà invece la proiezione di La strada di Paolo, un film di Salvatore Nocita prodotto da FAI e Officine della Comunicazione, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e Rai Cinema e con la partnership della Fondazione Ente dello Spettacolo e Aeroporti di Roma.
Tanto “bel” paese, ma non solo: spiccano in cartellone, oltre al già annunciato Le avventure di TinTin di Steven Spielberg (Alice nella città), i 15 minuti in anteprima di Hugo Cabret di Martin Scorsese (che qualche giorno fa ha ricevuto gli elogi del pubblico newyorkese) e il quarto d’ora di Breaking Down – Parte 1, penultimo atto della saga di Twilight. In concorso si rivede Fred Schepisi (6 gradi di separazione), che porta nella capitale The Eye of the Storm, dramma con Geoffrey Rush e Charlotte Rampling; Cédric Kahn, in gara con Une vie meilleure; Pawel Pawlikowski con la Femme du cinquième, interpretato da una coppia di protagonisti da red carpet, Ethan Hawke e Kristin Scott Thomas; e il nuovo di Claude Miller, Voyez comme ils dansent, che annovera nel cast anche la nostra Maya Sansa.
Fuori concorso – oltre ai due italiani (Faenza e Montaldo) e ai già annunciati The Lady di Luc Besson (apertura) e Too Big to Fail di Curtis Hanson (il film tv della HBO con cast all star)- troviamo Stephen Elliott (Few Best Men), Drake Doremus (Like Crazy, con Anton Yelchin, Felicity Jones e Jennifer Lawrence) e Anne Fontaine (Mont pire cauchemar), con Isabelle Huppert). Ci saranno anche Butter, diretto da Jim Field Smith (con Gerard Butler e Olivia Wilde) e My Week with Marilyn di Simon Curtis, con Michelle Williams nei panni della mitica Monroe.
Extra – sia nella sezione dedicata ai lungometraggi che quella riservata ai documentari – si conferma spazio della sperimentazione e della ricerca. Promette bene la presenza tra i doc dei nuovi lavori di Morgan Spurlock (Comic-Con: Episode IV – A Fan’s Hope), Alex Gibney (Catching Hell), Davis Guggenheim (From the Sky Down) e Sabina Guzzanti (Franca la prima, sulla Valeri). In competizione per Alice nella Città (la sezione dedicata al cinema dei ragazzi) c’è Goro Miyazaki, figlio del grande Hayao, con Kokurikozaka kara. Il 31 ottobre, notte di halloween, serata horror con l’anteprima di Insidious di James Wan.
Come ogni anno poi, Roma dedica tutta una sezione (Occhio sul Mondo -Focus) a un paese e alla sua produzione cinematografica: la sesta edizione è tutta per il cinema britannico, con i nuovi lavori tra gli altri di Terence Davies (The Deep Blue Sea) e Michael Winterbottom (Trishina). Per il Regno di Sua Maestà l’omaggio è raddoppito con la retrospettiva “Punks & Patriots”, dedicata ai maggiori esponenti del Free Cinema, da John Schlesinger (Sunday Bloody Sundey) a Jack Clayton (The Pumpkin Eater), e a quei film invece che meglio rappresentano lo spirito nazionalista inglese. Nella consapevolezza che la differenza tra ribelli e rappresentanti dell’estabilishment è più sfumata di quanto non appaia.

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