Good Morning SIC!

L'esordio di Claudio Noce con Mastandrea unico tricolore alla Settimana. Che guarda all'Iran, alla Svezia e... alla tv italiana
23 Luglio 2009
Good Morning SIC!

Good Morning Aman, opera prima di Claudio Noce co-prodotta e interpretata da Valerio Mastandrea, è l’unico titolo italiano in concorso alla 24esima Settimana Internazionale della Critica, curata dai critici del SNCCI (Goffredo De Pascale, Anton Giulio Mancino, Cristiana Paternò, Angela Prudenzi), coordinati dal delegato generale Francesco Di Pace. Ambientato a Roma, tra la Stazione Termini e Piazza Vittorio, l’esordio di Noce, premiato cortista (Aria, Adil e Yusuf), ha per protagonisti Aman (Said Sabrie), un ventenne somalo cresciuto nella Capitale, e Teodoro (Mastandrea), un ex pugile quarantenne: “Due solitudini senza sonno che si incontrano: un’amicizia di formazione, per entrambi. Ma non è il solito “film sociale”: parla di integrazione tra due italiani, uno bianco e l’altro nero”, dice Noce. Prodotto da Dodo Fiori in collaborazione con Rai Cinema, Good Morning Aman sarà distribuito da Cinecittà Luce.
Per il resto, la SIC 2009 offre “una selezione eurocentrica: sette film in concorso, due fuori e uno in collaborazione con le Giornate degli Autori, Videocracy dell’italo-svedese Erik Gandini (Surplus), che mette in scena il bestiario televisivo italiano, da Lele Mora a Corona passando per i reality, per ricercare la genealogia del sistema politico-mediatico, in cui un ruolo preminente l’ha, ovvio, Berlusconi”, dice Di Pace.Gli altri titoli in concorso arrivano da Corea, Svezia (3), Francia, Russia, Iran (2) e Slovacchia: Café Noir del critico coreano Jung Sung-il, tre ore e dieci minuti con I dolori del giovane Werther e Le notti bainche a Seoul; Det enda rationella (col titolo Una soluzione razionale in sala dal 9 settembre con Lucky Red) di Jörgen Bergmark, con Pernilla August e il menage a quatre di due coppie auto-illuse; Domaine di Patric Chiha, che segna il ritorno di Béatrice Dalle, coraggiosa matematica impegnata a sedurre il nipote diciassettene; il russo Kakraki di Ilya Demichev, con Gogol tra i “protagonisti”; Volpi di Mira Fornay, coproduzione tra Repubblica Ceca, Slovacchia e Irlanda, sulla peregrinazione esistenzial-sentimentale di una donna e Tehroun di Nader T. Homayoun, che scopre un’inedita, intensa e violenta Teheran, tra crimine, alcool, prostituzione e traffico di bambini.  Tra gli eventi speciali, accanto a Videocracy che uscirà in sala il 4 settembre con Fandango, a inaugurare la SIC sarà la distopica fantascienza d’animazione svedese Metropia di Tarik Saleh, amico e collaboratore di Gandini, con le voci di Juliette Lewis e Vincent Gallo, mentre la chiusura toccherà all’iraniano La buca di Ali Karim, già allievo di Abbas Kiarostami e qui alle prese con l’odierna impossibilità dell’Iran a guardare e guardarsi al futuro.
Tra le novità il ripristinato premio del pubblico (5mila euro offerti da Regione Veneto al regista prescelto), la SIC per bocca di Bruno Torri, presidente del Sindacato Critici, interviene anche sul taglio al FUS: “Un paese senza cultura è senz’anima, destinato al declino. Occorre una mobilitazione collettiva e trasversale, una fase di lotta che coinvolga tutto il Paese”.

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