Giornalismo di frontiera

In scena la storia di Daniel Pearl. La vedova del reporter giustiziato in Pakistan: "Ringrazio il Tertio Millennio"
12 Dicembre 2007
Giornalismo di frontiera

A Roma la testimonianza di pace di Daniel Pearl. La vera storia dell’inviato del Wall Street Journal, rapito e assassinato in Pakistan nel febbraio 2002, rivive al Festival Tertio Millennio. Il suo contributo al tema dell’Identità e disgregazione, a cui la rassegna dedica l’XI edizione in programma fino al 16 dicembre, passerà in cartellone attraverso il film di Michael Winterbottom, Un cuore grande. Originale prospettiva adottata dal pluripremiato regista inglese di Road to Guantanamo e Cose di questo mondo è quella della moglie Mariane Pearl. Sullo schermo col volto della bravissima Angelina Jolie, la vedova del reporter è stata costretta dagli impegni a rinunciare al festival: “Apprezzo molto l’invito – ha però fatto sapere agli organizzatori – e vi auguro uno straordinario successo. Trovandomi in Africa, non sarò purtroppo in grado di partecipare”. A tenerla lontana è l’attività che dalla morte del marito porta avanti con l’associazione a lui intitolata. Istituita con altri familiari, giornalisti e sostenitori, la Daniel Pearl Foundation si propone di diffondere i valori e tenere vivo lo spirito del giornalista, brutalmente giustiziato a Karachi dai fondamentalisti islamici. Fra le principali iniziative con cui persegue questo obiettivo, una scuola di formazione internazionale per inviati e reporter.

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