Gianfranco Pannone e le Onde radicali

"Ho incontrato magnifici testimoni, ma anche le voci che arrivano dall’archivio della Radio: da Pannella e Bordin a Sciascia, coscienza critica di un’Italia bella e possibile” dice il regista del documentario nella shortlist dei David e disponibile su Sky e NOW
Gianfranco Pannone e le Onde radicali

88.6: la  frequenza storica di Radio Radicale a Roma.

1976: l’anno delle prime trasmissioni dalla sede di via Villa Pamphili a Monteverde e dell’elezione dei primi deputati radicali in Parlamento.

«Sono andato da Marco Pannella con tutte le attrezzature che avevo a casa dicendo: Io ho una radio pronta per trasmettere, vorrei fare qualcosa di diverso. E lui ha detto: Vuoi fare Radio Radicale? Falla.»: le parole di  Pino Pietrolucci, co-fondatore di Radio Radicale

E’ un possibile incipit per la storia di Radio Radicale, che  nasce tra la fine del 1975 e l’inizio del 1976 per iniziativa di un gruppo di militanti radicali in un piccolo appartamento di Roma situato in via di Villa Pamphili, nel quartiere Monteverde.

Andiamo a conoscere genesi e motivazioni di Onde radicali, il nuovo documentario di Gianfranco Pannone, in questo momento in cui la libertà di informazione è sempre più necessaria e messa a rischio quando imperversa una guerra, non solo sul campo di battaglia reale, ma anche in quello morale di ogni latitudine di potere. Oggi che si ricordano le vittime di via Fani, in quello sciagurato mattino in cui si svegliò il 16 marzo del 1978 con la strage della scorta dell’On. Aldo Moro, e il suo rapimento.

12 maggio 1977, prima dell’uccisione di Giorgiana Masi.

Tante sono le storie raccolte in tutti questi anni da Radio Radicale, e che si possono riascoltare dal suo archivio (www.radioradicale.it): una parte significativa è raccontata in Onde radicali, alla regia Gianfranco Pannone, in una produzione voluta fortemente da Mario Mazzarotto con Movimento Film e Ganesh Produzioni, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura.

Il racconto di Onde radicali ruota intorno a fatti di cronaca che lasciarono il segno nel Paese e dei quali Radio Radicale fu protagonista e testimone diretta: l’uccisione di Giorgiana Masi durante una manifestazione promossa di radicali nel 1977, il rapimento e la liberazione del giudice Giovanni D’Urso, l’arresto e la gogna giudiziaria subita da Enzo Tortora, l’uccisione del corrispondente della radio in Cecenia Antonio Russo.Senza dimenticare quella volta negli anni ’80 quando dalle trasmissioni notturne a microfoni aperti di Radio Radicale nacque una mobilitazione che portó ad approvare la legge (L. 24 aprile 1982, n. 164) sul diritto a cambiare sesso. Diversamente da quanto sta accadendo oggi con il ddl Zan, i tabù di quarant’anni fa non fermarono un provvedimento che sanciva il diritto di ciascuno ad affermare la propria identità sessuale.

Il regista Gianfranco Pannone ammette che “è stato emozionante realizzare Onde radicali, con la complicità dei due co-autori (Marco Dell’Omo e Simonetta Angeloni Dezi) e dei produttori”.

E aggiunge: “Da ragazzo ho frequentato i radicali, vivi, coraggiosi e un po’ folli; la stessa ‘follia’ che vedo in questa radio unica al mondo che tanto deve a Marco Pannella e a Massimo Bordin. Ho incontrato sulla mia strada dei magnifici testimoni, da Paolo Vigevano a Marco Taradash…, ma sono anche le voci che arrivano dall’archivio della radio a giungermi moderne; oltre a quelle di Pannella e Bordin, la voce di Leonardo Sciascia, per esempio, coscienza critica di un’Italia bella e possibile”.

 

Tanti i testimoni: Paolo Vigevano, Pino Pietrolucci, Claudia Rittore, Emma Bonino Francesco Rutelli, Rita Bernardini, Marco Taradash, Gianfranco Spadaccia, Valter Vecellio, Roberto Giachetti, Valeria Ferro, Antonio Cerrone, Alessio Falconio, Paolo Chiarelli, Lorena D’urso ed Ettore Iorio, Annachiara Mottola Di Amato, Pietro Forti della rivista Scomodo.

Queste le parole di Paolo Vigevano (ex amministratore delegato della radio) verso la fine del film: “Se provo a definirla Radio Radicale, è più di una radio. E’ stato un progetto, strumento di lotta politica, sociale, luogo di liberazione, luogo di speranza, luogo di conoscenza”.

 

Il film è stato presentato alla Festa del cinema di Roma, in prima mondiale, ed è ora nella decina dei documentari selezionati ai David di Donatello 2022 per il Miglior Documentario dell’Anno.

Onde radicali ha iniziato anche un piccolo tour nelle Sale d’essai italiane (già il Cinema Farnese di Roma, oggi al Cinema Beltrade di Milano…), ed è disponile on demand su Sky e in streaming su NOW TV.

 

 

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