Fratelli Coen, ciak, si ride!

"Il film ruota tutto intorno al gatto", scherzano Joel ed Ethan. Che portano in Concorso l'Odissea folk di Inside Llewyn Davis
19 Maggio 2013
Fratelli Coen, ciak, si ride!

Ciak, si ride. Oscar Isaac: “Sul set ridevo da un orecchio all’altro”. Joel Coen: “Abbiamo riso un sacco, rovinando anche alcune scene”. “Garrett Hedlund: “Non ho mai riso così tanto su un set”. Di quale film? Inside Llewyn Davis dei fratelli Joel ed Ethan Coen, in Concorso al 66° Festival di Cannes. Ispirato alla figura del cantautore folk Dave Van Ronk, amico e precursore di Bob Dylan, Joni Mitchell e tanti altri, e alla sua autobiografia The Mayor of MacDougal Street, il protagonista Llewyn Davis (Oscar Isaac, in odore di premio) è un misconosciuto menestrello della scena folk del Greenwich Village del 1961 che in un’Odissea di alcuni giorni alla ricerca del senso della sua vita e della sua arte incontra colleghi quali Jim (Justin Timberlake) & Jean (Carey Mulligan), l’imponente Roland Turner (John Goodman), il silente guidatore Johnny Five (Garrett Hedlund) e un gatto di nome Ulisse: “Il film non ha una storia o una trama, per questo abbiamo aggiunto il gatto. Sì, il film gira tutto intorno al gatto!”, scherza Joel Coen.
Oscar Isaac, invece, riflette sul mancato successo del suo Llewyn Davis: “Questione di sfortuna, non era al posto giusto nel momento giusto. Aveva un’inclinazione all’autodistruzione, cercava autenticità e non di far carriera: viveva un conflitto interiore, imprigionato tra successo e fallimento”. Sul tema, interviena anche Timberlake: “Oggi si fanno un sacco di analisi su quello che potrebbe aver successo o meno. Ma non credo si misuri sulla percezione finale di un lavoro: non dobbiamo farci intrappolare in questo meccanismo”. Tornando al suo personaggio, “ne abbiamo discusso a lungo, finché – prosegue Timberlake – abbiamo trovato una foto di Paul Clayton mentre cantava canzoni folk tradizionali: ebbene, era appropriata per Jim”. Viceversa, Carey Mulligan confessa di “essere molto nervosa a cantare di fronte alle persone. Prima di girare, abbiamo avuto una settimana, e Joel, Ethan e T Bone (T Bone Burnett, che ha curato la splendida colonna sonora) sono stati bravi a mettermi a mio agio. Comunque, non ho dovuto mettermi alla prova: per avere la parte, ho semplicemente detto loro che sapevo cantare…”.
Joel Coen precisa di non aver voluto ridicolizzare la musica folk: “Credo nel film si veda che nutriamo un genuino rispetto, non abbiamo mai inteso farne uan parodia. Con questo non voglio dire che non ci siano un sacco di cose divertenti sulla musica folk”, e giù a ridere.

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