Fiore Gemello apre il FESCAAAL

Il film di Laura Luchetti inaugura la 29a edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. A Milano dal 23 al 29 marzo, ecco il programma completo
Fiore Gemello apre il FESCAAAL
Fiore gemello

Si terrà a Milano, dal 23 al 31 marzo, la 29a edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina – FESCAAAL, l’unico in Italia dedicato alle cinematografie e alle culture di Africa, Asia e America Latina. 9 giorni di proiezioni, incontri con gli autori ed eventi ispirati alle culture dei 3 continenti.

Dal 1991 il FESCAAAL, con la sua visione circolare, porta a Milano e in Italia la scena artistica e culturale dei 3 continenti con un’attenzione particolare ai giovani talenti emergenti.

PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

La 29a edizione aprirà ufficialmente la programmazione cinematografica domenica 24 marzo, ore 20.30, all’Auditorium San Fedele e proporrà 60 film (tra cui 22  prime italiane, 1 prima europea, 2 prime internazionali e 3 prime mondiali): una selezione delle produzioni più recenti di cinema di qualità proveniente da Africa, Asia, America Latina e Italia, scelte su circa 700 film ricevuti. Le proiezioni dei film sono introdotte dalla presentazione del regista o di un esperto. Tutti i film sono presentati con sottotitoli in italiano e la maggior parte anche con sottotitoli in inglese.

I film in concorso saranno giudicati da una giuria internazionale che assegnerà il Premio “Comune di Milano” al Miglior Lungometraggio  del Concorso Finestre sul Mondo, e da una giuria di giornalisti italiani che attribuirà il Premio al Miglior Cortometraggio Africano e il Premio al Miglior film del Concorso Extr’A  dedicato ai film italiani girati nei tre continenti e con uno sguardo sull’attualità del nostro paese.

I film in competizione concorrono all’assegnazione di un montepremi di circa 20.000 euro. Alcuni premi paralleli sono destinati all’acquisizione dei diritti per la distribuzione in Italia.

Film d’apertura

Ad aprire la 29a edizione sarà per la prima volta il film di una regista italiana, Fiore Gemello di Laura Luchetti, in uscita in sala con Fandango. E’ un film a cui teniamo in modo particolare, che abbiamo sostenuto fin dalla sua fase di work in progress nell’Atelier MFN 2017 del Milano Film Network, e di cui abbiamo in seguito apprezzato la brillante carriera iniziata con la prima mondiale al Toronto International Film Festival 2018. Tra i premi ricevuti ricordiamo: Menzione d’Onore Fipresci  a Toronto International Film Festival 2018 e Antigone d’Oro per il Miglior Film al Cinemed Festival Montpellier 2018. Lo abbiamo scelto per la giustezza con cui affronta il  tema dei migranti, anzi per come non lo analizza lasciandolo sullo sfondo, mentre pone l’accento sulla storia di amicizia e d’amore possibile tra Anna e Bassim, un atto di resistenza di due giovani adolescenti per restare “umani”. I due attori esordienti, l’ivoriano Kallil Koné e Anastasyia Bogach, sono giovani non professionisti magistralmente diretti dalla regista.

Kallil Koné era sceso da un barcone proveniente dalla Libia pochi mesi prima che iniziassimo le riprese – racconta Laura Luchetti – “A piedi dalla Costa d’Avorio era arrivato in Libia dove si era imbarcato per l’Italia a bordo di uno dei tanti gommoni che spesso non ce la fanno ad arrivare a destinazione. Voleva fare l’attore. Lo guardavo muoversi e recitare durante il provino. È un dono il suo, un talento ruvido, uno sguardo che si porta dietro un orrore che noi non possiamo nemmeno immaginare”.

Le tre sezioni competitive

Tra i 10 titoli in anteprima nazionale che competono per l’assegnazione del Premio Comune di Milano al Miglior Film del CONCORSO LUNGOMETRAGGI FINESTRE SUL MONDO (8.000 euro): dall’India Bulbul Can Sing, il secondo film di Rima Das (affermatasi come nuova promessa con Village Rockstars nel 2017), vincitore del Festival di Mumbai e della  Menzione Speciale della Giuria di Generation 14plus della Berlinale 2019;  da Toronto e Rotterdam Film Festival Divine Wind del maestro del cinema algerino Merzak Allouache (vincitore ex-aequo del FESCAAAL con Madame Courage nel 2016)  che prosegue la sua ricerca sul radicalismo islamico (iniziata con lo splendido documentario Investigating Paradise, 2016) in un film di fiction dal bianco e nero straordinariamente espressivo che ci racconta la follia, i dubbi, le oscillazioni psicologiche di una coppia di terroristi dell’Isis alla vigilia di un attentato; dall’Afghanistan il documentario vincitore del Premio Speciale della Giuria al IDFA Kabul, City in the Wind di Aboozar Amini, che mostra con ironia e dolcezza la vita di un conducente d’autobus e di due fratellini nella città afghana segnata dalla guerra e dal terrore talebano; dal Sudafrica il film di apertura del Panorama della Berlinale 2019, Flatland di Jenna Bass, la fuga di due Thelma and Louise sudafricane nelle pianure del selvaggio Karoo, un viaggio alla scoperta di sé, tra western e poliziesco; il primo lungometraggio girato da una donna libica, Freedom Fields di Naziha Arebi, sulle peripezie del team libico di calcio femminile che deve fare i conti con il fondamentalismo islamico del post rivoluzione; da Cannes 2018 il pluriremiato Los Silencios della brasiliana Beatriz Seigner, una storia calata in una zona di confine tra vivi e morti della guerra civile in Colombia.

Il CONCORSO CORTOMETRAGGI AFRICANI, una delle sezioni più care al Festival, sempre alla ricerca di nuovi talenti dall’Africa, presenta 10 titoli, tra cui: il pluripremiato Brotherwood della scrittrice e regista tunisino-americana Meryam Joobeur, che racconta la forte tensione tra un padre-padrone pastore tunisino e il figlio che torna a casa dopo anni passati a combattere con l’Isis; Tangente di Julie Jouve e Rida Belghiat sull’ultramaratona nell’isola della Riunione di una carcerata in libera uscita che cerca il riscatto da una vita di soprusi; Les Coursiers de la République di Badredine Haouari, un documentario prodotto da Atelier Varan con i rider del cibo a domicilio che sfrecciano con le loro bici per le strade di Parigi; dall’Egitto Tamer Ashry, dopo il grande successo nazionale del suo lungo Photocopy, torna al cortometraggio con Eyebrows,  ritratto ironico di due donne con burqa integrale in un mall di lusso del Cairo; dalla serie di corti Tunisia Factory presentata a Cannes 2018, due titoli: Omertà di Mariam Al Ferjani e Mehdi Hamnane su un gruppo di ragazzi tunisini sconvolto dalla partenza improvvisa per mare di un loro amico.  Mariam Al Ferjani è una diplomata della Civica Scuola di Cinema di Milano che sta intraprendendo una brillante carriera sia come regista che come attrice (è la protagonista di La Bella e le bestie di Kaouther Ben Hania, distribuito in Italia nel 2018) e Best Day Ever di Anissa Daoud e  Aboozar Amini su una giornata in famiglia tra padre, madre e due figli adolescenti, vista dai loro quattro punti di vista (Anissa Daoud è una star del cinema tunisino, ha lavorato con i più grandi registi del paese e Aboozar Amini, afgano, è anche regista del documentario del Concorso Finestre sul Mondo. Kabul, City in the Wind ).

Il CONCORSO EXTR’A  è dedicato ai film di registi italiani a confronto con altre culture. In questa sezione sono proposti film di registi italiani girati nei tre continenti o film che hanno come soggetto le tematiche dell’Italia multiculturale.

Tra i 22 titoli: Soyalism di Stefano Liberti e Enrico Parenti. Seguendo la filiera di produzione industriale della carne di maiale, dalla Cina al Brasile passando per Stati Uniti e Mozambico, il documentario descrive l’enorme movimento di concentrazione di potere nelle mani di queste ditte, che sta mettendo fuori mercato centinaia di migliaia di piccoli produttori e trasformando in modo permanente paesaggi interi. Le Vietnam sera libre, di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli: l’ultra novantenne Cecilia Mangini, prima documentarista d’Italia, ritrova i negativi dimenticati delle foto fatte durante la guerra in Vietnam del Nord da lei e dal compagno Lino del Fra durante i sopralluoghi di un documentario che non sono mai più riusciti a fare. Un lavoro sulla memoria, quella del passato, che Cecilia ha ancora fervida e quella del presente che, alla sua età, si dissolve come una scritta sull’acqua. Sapiente lavoro di montaggio che ridà vita a quell’avventura a sostegno del popolo vietnamita combattente.

Torna al FESCAAAL Tommaso Cotronei con un documentario Kibera su un giovane innamorato che insegna in una scuola autogestita dello slum di Nairobi. I film è presentato al Festival in prima mondiale, come altri due film di questo concorso: Un barbiere davvero speciale di Giulia Ciniselli e Fashion Victims di Alessandro Brasile. Alcuni corti prodotti dal bando Migrarti 2018, tra cui i vincitori del Premio MigrArti Venezia 2018: il divertente Il mondiale in piazza di Vito Palmieri che mette in scena un mondiale parallelo, tra l’Italia e le altre nazionali composte da immigrati e La gita di Salvatore Allocca in cui un’adolescente afro-napoletana sogna invano di andare in gita scolastica a Parigi con i suoi compagni di classe.

Le sezioni parallele:

FLASH, la sezione che ospita le anteprime di rilievo di registi affermati. Tra i titoli, Ancora un giorno di Raul de la Fuente e Damian Nenow in uscita in sala ad aprile con I Wonder. Il film è ispirato all’omonimo libro scritto all’indomani del viaggio del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński, in Angola nel 1975, nel pieno della Guerra Civile, “perché nessuno dimentichi ciò che è successo”. Raúl de la Fuente e Damian Nenow recuperano il suo messaggio e lo trasformano con grande audacia in un lungometraggio animato, accompagnato da interviste in live action. Presentato al Festival di Cannes, Ancora un giorno, ha vinto agli European Film Awards 2018 il premio Animazione Europea 2018 e il Cinema for Humanity Audience Award – El Gouna International Film Festival. In prima italiana Sew the Winter to My Skin, di Jahmil X.T. Qubeka (anche membro della Giuria Ufficiale) uno dei giovani talenti sudafricani neri. Presentato in World Premiere a Toronto 2018, il film è ambientato nei primi anni ‘50, agli albori dell’apartheid quando il National Party boero (filo-nazista) prese il potere e cominciò a segregare e espellere i neri dalle loro terre. Tratto da una storia vera, racconta le imprese epiche di John Kepe, un nero ladro di pecore, eroe ribelle dei neri emarginati, che terrorizzava con le sue incursioni le fattorie dei bianchi. In anteprima per Milano anche il film vincitore del Leone del Futuro alla Mostra di Venezia 2018, The Day I Lost my Shadow della regista siriana Soudade Kaadan. L’odissea surreale di una giovane madre che lotta per crescere il suo bambino a Damasco, un racconto sensibile del caos e dell’orrore della guerra in Siria e il film egiziano, opera prima, in concorso per la Palma d’oro a Cannes 2018, Yomeddine di Abu Bakr Shawky. Il regista, nato al Cairo nel 1985, da padre egiziano e madre austriaca si è formato presso la NYU Tisch School of the Arts ed è uno dei talenti sostenuti dal Tribeca. E’ considerato la stella nascente del cinema egiziano. In prima nazionale in collaborazione con il Florence Korea Film Fest l’ultimo film di Hong Sang-soo, Hotel by the River, il cui protagonista, Ki Joo-Bong, uno dei più importanti attori coreani, è stato insignito del Premio alla migliore interpretazione maschile al Festival di Locarno 2018. In prima internazionale, invece, il film che ha fatto incetta di premi al recente Tanger Film Festival, una coproduzione italo-marocchina La Guérisseuse di Mohammed Zineddaine, regista marocchino naturalizzato italiano. Film di chiusura del festival: Burning, l’ultimo capolavoro del regista coreano di Poetry, Lee Chang-dong, presentato in concorso a Cannes 2018. Un thriller misterioso, ispirato ad un racconto di Haruki Murakami, sulle inquietudini e le frustrazioni della generazione dei millennials (il film sarà distribuito in Italia da Tucker Film).

E TUTTI RIDONO… la sezione più pop del festival dedicata alle commedie provenienti dai 3 continenti. Tra i titoli: Induced Labor di Khaled Diab, esilarante commedia sulle peripezie di una coppia egiziana disposta a tutto, pur di ottenere un visto per gli USA. Dal continente latino americano il peruviano El Abuelo di Gustavo Saavedra Calle che presenzierà al Festival. Il film racconta il viaggio dell’ottantenne Crisostomo, insieme a suo figlio e i nipoti alla ricerca delle sue origini, un tuffo nel passato a tratti comico e commovente che racconta le vicende di una tradizionale famiglia peruviana. Nel cast di questo film tre star molto conosciute in Perù del calibro di Javier Valdes, Romulo Assereto e la popolarissima Gabriela Velazquez.

HIDDEN DRAGONS: le novità del cinema cinese da Pingyao a Milano

La consolidata collaborazione tra FESCAAAL e Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano si arricchisce quest’anno della collaborazione con Marco Müller, direttore del Pingyao Crouching Tiger Hidden Dragon International Film Festival creato nel 2017 da Müller e da Jia Zhangke. Per l’occasione verranno presentati 3 film di registi cinesi dell’ultima generazione in anteprima nazionale selezionati dallo stesso Marco Müller che sarà presente al Festival con i registi. I film: Baby di Liu Jie, selezionato anche in competizione al Festival nel Concorso Finestre sul mondo, prodotto da Hou Hsiao Hsien e presentato in prima mondiale a Toronto. Senza indulgere a sentimentalismi e con grande intensità emotiva, il film denuncia l’abbandono dei bambini affetti da malattie o malformazioni fisiche ai tempi della politica del figlio unico, un tema difficile ma affrontato magistralmente dal regista cinese (lo ricordiamo vincitore del Premio Orizzonti a Venezia nel 2006 con Courthouse on the Horseback) con il supporto di una superstar cinese Yang Mi nell’inedito ruolo di una ragazza disabile; Winter After Winter della giovane promessa Xing Jian, presentato in concorso a Rotterdam 2019, è un film molto autoriale con lunghi piani sequenza e una camera molto fluida, ambientato nel 1944 durante l’occupazione giapponese della Manciuria e girato in un austero bianco e nero; Don’t Walk Away della poliedrica regista Cici Li (Li Jiaxi) racconta un inverno in cui l’artista e insegnante trentenne Zeqing sperimenta due storie d’amore e tre separazioni.

Eccezionalmente venerdì 22 marzo all’Arcobaleno Film Center (la sala che ospita quasi tutte le proiezioni di Hidden Dragons) aprirà la sezione una proiezione speciale del film  Youth di Feng Xiaogang, organizzata dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, alla presenza del famoso regista, considerato tra i più prolifici e inventivi registi cinesi, e soprannominato lo Spielberg cinese. Il film, uno dei più grandi successi del 2017 (US$235.9 milioni al box office cinese), è stato il film d’apertura al Festival di Pingyao nel 2017.

MILANO CITTÀ MONDO #04 PERÙ

In collaborazione con Comune di Milano – Ufficio Reti e Cooperazione Culturale e Mudec – il FESCAAAL organizza una piccola sezione dedicata al cinema del Perù che si inserisce nel vasto palinsesto di Milano Città Mondo #04 Perù, attualmente in corso al Mudec e in altre sedi, un programma di valorizzazione e coinvolgimento annuale delle comunità internazionali di Milano. L’obiettivo è quello di rendere protagonisti i cittadini della comunità peruviana, raccontare la pluralità e la ricchezza della loro cultura e, attraverso il cinema, anche la loro contemporaneità. La manifestazione è promossa con la collaborazione di molte associazioni peruviano-milanesi e con l’appoggio del Consolato Generale del Perù a Milano. Il focus cinematografico sarà l’occasione di riscoprire uno dei classici del cinema peruviano, La teta asustata della regista Claudia Lllosa, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino nel 2009 e distribuito in Italia con il titolo Il Canto di Paloma e due film più recenti della nuova generazione di registi peruviani: Retablo di Alvaro Delgado-Aparicio (Premio al Miglior Film Peruviano al Festival di Lima e Teddy Bear alla Berlinale 2018) girato in una zona di remota delle Ande e interamente parlato in lingua quechua, e la più leggera commedia El abuelo (2018) di Gustavo Saavedra Calle che presenzierà al  festival.

OMAGGIO DJIBRIL DIOP MAMBÉTY

Nel 2018, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Djibril Diop Mambéty (Dakar, 1945 – Parigi, 1998) Simona Cella e Cinzia Quadrati, due collaboratrici storiche del FESCAAAL, in collaborazione con la co-direttrice Alessandra Speciale, hanno voluto rendere omaggio a questo grande poeta del cinema, amico del Festival, con un libro “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena -La rivoluzione cinematografica di un visionario regista senegalese”  (edito da L’Harmattan Italia, 2019 con la collaborazione del FESCAAAL e della Cineteca di Bologna). Lo sguardo profetico e lucido del regista aveva incantato anche Martin Scorsese, che ha firmato la prefazione del libro. Il libro sarà presentato Domenica 31 marzo, ore 17.30  al Festival Center nel casello Ovest mentre allo Spazio Oberdan, alle 19.00, saranno proiettate le copie recentemente restaurate di due capolavori del regista:  Parlons Grand-mère (1989) e Hyènes (1992).

GIURIE E PREMI

I film in competizione concorrono all’assegnazione di un montepremi di circa 20.000 euro.

Alcuni premi paralleli sono destinati all’acquisizione dei diritti per la distribuzione nel circuito non commerciale italiano e in particolare nel settore educativo: il Festival si propone infatti l’obiettivo concreto di contribuire alla distribuzione del cinema dei tre continenti in Italia. Per consultare i film del catalogo: www.coefilm.org

La Giuria Internazionale di questa 29a edizione che assegnerà il Premio Comune di Milano al Miglior Lungometraggio del Concorso Finestre sul Mondo (8.000 euro) quest’anno avrà una presidentessa, la star egiziana Bushra Rozza (di origini italiane) che ha raggiunto una fama internazionale in questi ultimi due anni anche come direttrice e co-fondatrice di El Gouna International Film Festival – Cinema for Humanity, un nuovo festival arabo che a settembre avrà la sua terza edizione e che si sta imponendo come leader tra i festival cinematografici del Medio Oriente (ora che il Dubai Film Festival ha chiuso i battenti). El Gouna è un festival che combina glamour e impegno sociale in un paese pieno di contraddizioni come l’Egitto e nelle prime edizioni ha attirato l’attenzione di varie star hollywoodiane oltre che tutte le star del Medio Oriente, un vero e proprio crocevia di culture cinematografiche.

Affiancheranno Bushra:  Jahmil X.T. Qubeka, regista e sceneggiatore sudafricano (nella sezione Flash con il film Sew the Winter to my Skin), i suoi lungometraggi di fiction e documentari sono stati presentati in numerosi festival internazionali e il suo film Of Good Report, nonostante la censura in Sudafrica, ha vinto l’Africa Movie Academy Awards 2014 come miglior film; e Laura  Luchetti (autrice del film di apertura del Festival, Fiore Gemello) regista italiana dal respiro internazionale, che ha lavorato con grandi case di produzione come Miramax e in questi ultimi due anni ha ottenuto un notevole successo di critica nei festival presentando il corto di animazione Sugarlove alla Settimana della Critica di Venezia 2018 e Fiore Gemello a Toronto 2018.

La Giuria giornalisti che assegnerà invece il Premio al Miglior Cortometraggio africano (2.000 euro) e il Premio Extr’A (1.000 euro) è composta da Marita Toniolo (Bestmovie) – presidente, Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana), Mattia Carzaniga (free lance Studio, Donna Moderna, Vanity Fair, IL, Rolling Stone).

TAVOLA ROTONDA

AFRICA TALKS “Back to the roots. Agricoltura e alimentazione tra vecchi e nuovi saperi”. Lunedì 25 marzo, h.18.00 all’Auditorium San Fedele.

L’Associazione Centro Orientamento Educativo – COE e Fondazione Edu, entrambi impegnati da decenni a promuovere istruzione e cultura in Africa e con l’Africa, presentano la 3a edizione di Africa Talks, un appuntamento fisso all’interno del Festival che indaga tendenze e opportunità che stanno rivoluzionando diversi settori in Africa per contribuire attivamente allo futuro sviluppo economico del continente. Questa terza edizione della tavola rotonda dal titolo “Back to the roots. Agricoltura e alimentazione tra vecchi e nuovi saperi” è dedicata ad una tematica delicata e fondamentale, quella della produzione agricola e della sostenibilità alimentare.

In Africa l’imprenditoria giovanile, unita all’innovazione digitale e a nuovi strumenti di educazione, sta valorizzando le specie trascurate e sottoutilizzate (NUS – Neglected and Underutilized Species) per un agricoltura del futuro che rispetti la cultura e l’identità locale.Elisabetta Demartis, curatrice della tavola rotonda.

I relatori: James Kung’u ricercatore e docente universitario keniota; John Kariuki, vice presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità; Awa Caba, una giovane imprenditrice senegalese; Hervé Pillaud, membro fondatore di Digital Africa, scrittore e conferenziere francese e Stefano Liberti, regista, scrittore e giornalista italiano.

Il format prevede alla fine della tavola rotonda un cocktail e la proiezione di un film. Quest’anno  presentiamo uno dei film più interessanti e partecipati sul tema delle difficoltà del mondo contadino in Africa alle prese con i cambiamenti climatici: Thank You for the Rain di Julia Darh che racconta il sogno di cambiare il mondo di Kisilu Musya, un contadino del Kenya.

MOSTRA FOTOGRAFICA

MAGGIC CUBE  di Adji Dieye

Al Festival Center da sabato 23 alle ore 17.30 a domenica 31 alle ore 20.00

Il Festival Center del Casello Ovest di Porta Venezia ospita quest’anno la mostra fotografica Maggic Cube di Adji Dieye, a cura di Maria Pia Bernardoni del LagosPhoto Festival.

15 foto inedite dell’artista italo-senegalese che ci proiettano nell’universo coloratissimo ma al tempo stesso opprimente della comunicazione pubblicitaria di prodotti alimentari occidentali venduti ed esportati in Africa. Adji concentra la sua analisi su uno di questi prodotti, i dadi da cucina, e crea “Maggic Cube”, un marchio fittizio che diventa l’espediente narrativo per sviluppare un percorso espositivo che costringe il visitatore a prendere coscienza di una dinamica che ha alterato le tradizioni alimentari locali.

FESTIVAL CENTER

Punto d’incontro per gli ospiti e il pubblico, il Festival Center (Casello Ovest di Porta Venezia) ospita mostre, incontri, laboratori e momenti di relax ispirati alle culture di Africa, Asia e America Latina.

Ingresso gratuito – Orari d’apertura Sabato 23 marzo: 17.30 – 23.00. Domenica 24 marzo: 10.30 – 18.00. Da Lunedì 25 a venerdì 29 marzo: 10.30 – 21.00. Sabato 30 marzo: 10.30 – 18.00. Domenica 31 marzo: 11.00 – 20.00

Sabato 23 marzo ore 17.30 Inaugurazione  degli spazi e della mostra.

Il Festival Center quest’anno si farà notare anche dai passanti più distratti. Infatti la nostra ormai storica sede del Casello Ovest di Porta Venezia è parte del work in progress dell’installazione ambientale A Friend, dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, che durante il corso del festival realizzerà un’opera che coinvolge entrambi i Caselli Daziari. Commissionata dalla Fondazione Nicola Trussardi e prodotta in collaborazione con miart, l’installazione A Friend sarà ultimata e inaugurerà il 2 aprile in occasione dell’Art Week milanese.

All’interno del casello invece, il Festival Center ospita la mostra fotografica inedita in Italia, Maggic Cube, della giovane e talentuosa artista italo-senegalese, Adji Dieye, con la curatela di Maria Pia Bernardoni del LagosPhoto Festival. Il primo piano del Festival Center ospiterà anche la videoinstallazione #IAmAnas, un montaggio di video-inchieste, foto, interviste e animazioni dedicato ad un personaggio straordinario, Anas Aremeyaw Anas. Giornalista investigativo ghanese, di cui nessuno conosce l’identità perché si presenta in pubblico con il volto coperto da una maschera di perline, Anas è diventato un’icona pop e un simbolo della lotta alla corruzione.

Alla consueta Ora del Tè delle 18 in cui incontreremo i registi ospiti del festival e i membri della giuria internazionale si affiancano altri eventi di approfondimento sulle culture dei tre continenti sintetizzati in cluster: Concerti, Conversazioni, Libri, Workshop, Baby Workshop, Degustazioni e Brunch Specialità dal mondo. Tra gli appuntamenti la presentazione del volume dedicato ad un amico del festival scomparso vent’anni fa, “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena – La rivoluzione cinematografica di un visionario regista senegalese”; un collegamento con la XXII Triennale in corso con la conversazione Arte e Rivoluzione, la forma artistica cubana a cura di Cubeart; una riflessione sul potere delle immagini Altri corpi, altri punti di vista da parte di chi, di mestiere, sceglie le foto da presentare al pubblico con la photoeditor di Vogue Chiara Bardelli Nonino e la curatrice Maria Pia Bernardoni, e un incontro con giornalisti che si occupano di Africa, Newsroom Africa, per capire come è cambiato il loro lavoro nell’epoca del web.

Tutti i giorni saranno aperti da mattina a sera lo Zebra bAAAr a cura di Associazione Sunugal / Cascina Casottello e un Pop up Bookshop a cura di BookCatering. Al FESTIVAL CENTER sarà possibile degustare una selezione di miscele di Caffè MOAK e le birre artigianali del Birrificio Rodhense.

Anche quest’anno tornano gli eventi extra-cinematografici in Porta Venezia, con il palinsesto del FESTIVAL OFF. Occasioni di festa e divertimento nei locali del quartiere che è il cuore pulsante del FESCAAAL. Musica e occasioni di approfondimento per un’esperienza che continua oltre lo schermo. Dal programma segnaliamo la passeggiata alla scoperta di Porta Venezia, in collaborazione con ViaggieMiraggi e una serata musicale di world music con lo special guest, il dj canadese Philippe Noël, con gli Psychophono al Lume.

LA NOVITÀ 2019: UN FESTIVAL PER I GIOVANI

Mai come quest’anno si guarderà alle nuove generazioni con il lancio del MiWorld Young Film Festival – MiWY che si terrà nell’ambito del FESCAAAL dal 25 al 30 marzo.

6 giorni, 12 film, 2500 studenti, 250 docenti, 3 giurie speciali, 4 premi, 1 corso di formazione e 1 seminario internazionale: il MiWorld Young Film Festival-MiWY è il primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture di Africa, Asia e America Latina e all’educazione interculturale, un progetto dell’Associazione COE, realizzato nell’ambito del piano nazionale Cinema e Scuola promosso dal MIBAC e dal MIUR in collaborazione con Fondazione ISMU.

Vero e proprio festival interamente dedicato al mondo della scuola, il MiWorld Young Film Festival nasce come evoluzione e potenziamento delle attività educative e didattiche dell’Associazione COE al FESCAAAL, in ambito di film literacy. Il MiWY prevederà 8 matinée di proiezioni esclusivamente dedicate alle scuole, su prenotazione e ad ingresso gratuito. Per maggiori informazioni contattare coescuola@coeweb.org.

RASSEGNE “DOPOFESTIVAL”

Sin dai primi anni del festival, una priorità è stata quella di portare parte dell’evento-festival in altre città italiane, stimolando e incentivando l’attività annuale di diffusione di film di cinematografie emergenti su tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno il FESCAAAL rinnova la collaborazione con il Museo del Cinema di Torino riproponendo alcune proiezioni post-festival delle anteprime italiane e inaugura un’altra importante collaborazione con la Apulia Film Commission che lunedì 1 e mercoledì 3 aprile al Cineporto di Bari presenterà due film del FESCAAAL: Kabul, City in the Wind di Aboozar Amini e Yomeddine di Abu Bakr Shawky alla presenza dei registi.

L’iniziativa è realizzata dall’associazione culturale La Scatola Blu e prodotta da Apulia Film Commission.

Le proiezioni del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina si terranno presso l’Auditorium San Fedele, lo Spazio Oberdan, all’Arcobaleno Film Center e al WantedClan.

Info su biglietti e abbonamenti https://www.festivalcinemaafricano.org/biglietti-2019/

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