Fino a qui tutto bene, davvero!

Applausi e risate per l'opera seconda di Roan Johnson: cinque universitari, l'ultimo weekend insieme e "tanta libertà"
22 Ottobre 2014
Fino a qui tutto bene, davvero!

“Siamo stati chiamati dall’Università di Pisa per un documentario sull’Ateneo: sì, un’impresa. Abbiamo fatto ricerche, interviste video, e abbiamo portato a casa tante storie, aneddoti su amori, amicizie. Soprattutto le studentesse ci davano la sensazione di non volersi arrendere alla crisi, di voler seguire le proprie passioni, senza lasciarsi andare alla deriva”.
E così nacque Fino a qui tutto bene, secondo lungometraggio per il cinema di Roan Johnson (I primi della lista), in cartellone al festival di Roma nella sezione Prospettive Italia. Protagonisti Alessio Vassallo (Vincenzo), Paolo Cioni (Cioni), Silvia D’Amico (Ilaria), Guglielmo Favilla (Andrea) e Melissa Anna Bartolini (Francesca) nei panni di cinque universitari a Pisa che stanno consumando l’ultimo weekend nella casa dove hanno convissuto, stretto amicizia, fatto feste, bevuto, amato e, sì, anche studiato.
Nel cast anche Isabella Ragonese, il film scritto dal regista con Ottavia Madeddu è stato realizzato col meccanismo produttivo The Coproducers: cast & crew non sono stati pagati, ma parteciperanno percentualmente agli incassi e alle altre entrate. Budget totale al lordo del meccanismo produttivo 250 mila euro, al netto 55-65mila euro cash, è stato ideato, scritto, diretto e interpretato “in maniera libera, indipendente: un atto di coraggio partecipato, un processo produttivo che non può e non va replicato sempre, ma è un’esperienza incredibile”, dice Johnson. E aggiunge: “Gli attori hanno convissuto davvero in quella casa, e sono diventati amici: non ho la percezione di un film povero, non mi è mancato nulla, ci siamo presi un rischio enorme, ma abbiamo avuto una discreta fortuna”.
Girato ad agosto in quattro settimane, gli attori parlano di “freschezza”, esaltano il co-housing: “Andrebbe reso obbligatorio” e rivelano qualche aspetto segreto del regista: “Roan è daltonico, Roan cerca solo disadattati”. Il titolo, Fino a qui tutto bene, viene da L’odio di Mathieu Kassovitz: “Uno dei miei film preferiti, lo amo. L’abbiamo usato con ironia per indicare gli anni dell’università, un periodo protetto, divertente, ma anche una bolla”. Il film arriverà nelle nostre sale il 29 gennaio 2015 con Microcinema.

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