Fiducia? Solo in noi stessi

Salvatores presenta i 3 corti del progetto Intesa SanPaolo: "Specchio di un paese che non si affida più alle istituzioni". E sulla tassa di scopo: "Gli esercenti ci ripensino"
3 Febbraio 2011
Fiducia? Solo in noi stessi
Gabriele Salvatores

“Gli esercenti dovrebbero ripensarci. Il costo del biglietto in Italia non è alto come negli altri paesi. Quella per il cinema è una battaglia che dobbiamo condurre tutti insieme”. Così Gabriele Salvatores risponde alle associazioni di categoria (Anec e Anem) che proprio ieri avevano ribadito la loro contrarietà all’ipotesi di un prelievo governativo sul prezzo del biglietto, minacciando la chiusura degli esercizi e il licenziamento del personale: “Se il governo – fa notare Salvatores – insiste nel ritenere il nostro un settore non strategico, non ci resta altro da fare che rivolgerci ai privati”.
Il regista napoletano lo ha detto intervenendo stamattina alla presentazione dei tre cortometraggi finalisti di perFiducia, l’iniziativa di Intesa Sanpaolo giunta alla sua terza (e ultima) edizione e inaugurata nel 2009 proprio dai lavori di Salvatores, Sorrentino e Olmi. E il riferimento ai privati fatto da Salvatores è un assist imperdibile per Corrado Passera che, prendendo la parola subito dopo, avverte come il mancato finanziamento del tax shelter e del tax credit (che la tassa di scopo garantirebbe) “bloccherebbe il progetto di finanziamento sistematico al cinema da parte del nostro istituto, smantellando sul nascere l’ipotesi di un piano industriale nel settore”. Un passaggio cruciale, senza il quale perFiducia resterebbe solo una bella incompiuta ovvero, per dirla con Paolo Sorrentino (anche lui presente in conferenza stampa), “un’iniziativa lodevole perché ci consente ancora di creare e proiettare immagini”. Attenti però, avverte il cineasta partenopeo, “a non ricadare nel solito vizio italiano di realizzare film simpatici. Dai giovani ci aspettiamo opere antipatiche, non integrate”. Potrebbe suonare come una bocciatura per i tre corti: Cuore di clown di Paolo Zucca (David di Donatello 2009 per L’arbitro, da cui Zucca trarrà il suo primo lungometraggio, Terza categoria), storia d’amore tra due pagliacci interpretati da Vinicio Marchioni e Isabella Ragonese, alle prese con un burbero terzo incomodo, Pippo Delbono; Biondina di Laura Bispuri (David di Donatello 2010 per Passing Time), protagonista una ragazza ribelle (Anna Celeste Cuppone) che alla fine riscopre un’inaspettata complicità con la madre (Anita Caprioli); Omero bello-di-nonna di Marco Chiarini (autore dell’acclamato Uomo fiammifero), dove un uomo (Nicola Nocella) incapace di crescere e di uscire di casa vive con la nonna (Isa Barzizza) interagendo con gli oggetti animati dalla sua fantasia.
In soccorso dei tre giovani autori interviene Salvatores, che corregge il tiro del collega: “I film simpatici di cui parla Paolo sono quelle commedie che stanno riscuotendo un sorprendente successo in Italia, senza riuscire mai però a superare i confini nazionali. Cosa che invece riesce benissimo alle opere dei nostri giovani registi. Ben vengano allora i successi di botteghino, purché gli utili vengano reinvestiti a favore degli autori emergenti. Come si faceva in passato”. E conclude: “Rispetto ai corti che io, Paolo e Olmi abbiamo presentato due anni fa, questi dimostrano il crollo della fiducia nel sociale e nelle istituzioni. Oggi ci si affida di più a se stessi e alle persone che ci stanno vicine. Anche questo è uno specchio del momento che il paese sta attraversando”. I tre nuovi cortometraggi – realizzati tutti ad impatto zero – chiudono l’esperienza di perFiducia. Le storie in questo caso sono state selezionate attraverso un gioco narrativo sul web, che ha coinvolto 18.000 partecipanti, i quali dovevano fornire il materiale di partenza sul quale poi imbastire un racconto cinematografico. I vincitori sono stati Leonardo Angelini, Maurizio Polimeni e Antonio Ratti.

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