Fenomeno Freddy Highmore

"Sono abbastanza normale, tranne per il fatto di fare cinema", dice il protagonista di August Rush, classe 1992 e curriculum da brividi
21 Ottobre 2007
Fenomeno Freddy Highmore

“Sono abbastanza normale, tranne per il fatto di fare cinema. Ogni tanto gioco a calcio, quest’anno ho anche comprato l’abbonamento per vedere l’Arsenal”.  Lui si riterrà anche normale, ma per noi è davvero difficile pensare questo quattordicenne uguale ai suoi coetanei.  Freddie Highmore, classe 1992, è intimidito nel corso della conferenza stampa per la presentazione del film August Rush, di cui è l’indiscusso protagonista non solo per copione, ma soprattutto per bravura. Somiglia agli altri attori bambini che lo hanno preceduto ad Hollywood, con la speranza che per lui ci sia un futuro più roseo:  Macaulay Culkin o Haley Joel Osment tra i più famosi.
August Rush è il frutto dell’amore tra un carismatico chitarrista irlandese e una violoncellista, costretti ad abbandonare il figlio. Il bambino dimostrerà andando avanti negli anni di possedere un gran talento musicale ed esibendosi per le strade di New York troverà un misterioso uomo che lo aiuterà nella ricerca dei genitori. La regista Kirsten Sheridan, figlia di Jim, usa la musica per collegare tra loro i personaggi ed il risultato è una sorta di fiaba che ogni tanto ritorna alla realtà.
Straziante questa mancanza dei genitori, il desiderio di dare loro un volto, quel senso di perdita difficile da colmare.
“Il rapporto con i miei genitori è completamente diverso – spiega Freddy Higmore con maggiore sicurezza – loro mi hanno sempre sostenuto fin dall’inizio della carriera”. Una carriera che vanta titoli come Arthur e il popolo dei Minimei, Charlie e la fabbrica del cioccolato, Un’ottima annata – A good Year, Finding Neverland (Kate Winslet lo ha definito “il miglior attore bambino mai visto sullo schermo”), Due fratelli.
Luc Besson, Tim Burton, Ridley Scott, Jean Jacques Annaud. C’è da rabbrividire, pensare che ci sono attori che sognano di lavorare con uno di loro almeno una volta nella vita!
Eccolo il ragazzo normale, quello che si vede con gli amici in un campetto di calcio, quello che la domenica va con il padre allo stadio a vedere la squadra del cuore. “Non mi sembra che fare del cinema mi abbia cambiato molto – dice -, la magia del cinema è che quando devi interpretare un personaggio diventi quella persona”. Poi quando si torna a casa è tutta un’altra musica…

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