Emma e le sue Sorelle

Le palermitane Macaluso arrivano on demand, accompagnate dalla loro regista, Dante: "Non un film femminile, lo dedico agli uomini”
Emma e le sue Sorelle
Emma Dante con il cast di Le sorelle Macaluso

Emma e le Le (sue) Sorelle Macaluso sono, dal 18 dicembre, on demand nelle sale virtuali di #iorestoinsala, il circuito digitale a cui aderiscono più di cinquanta cinema italiani.

Proprio ieri infatti Emma Dante, voce illustre del teatro italiano, ha presentato la sua opera seconda, dopo Via Castellana Bandiera, nel corso di un incontro in diretta streaming moderato dal giornalista e critico cinematografico Federico Pontiggia.

Le sorelle Macaluso

Una storia che vede protagoniste cinque sorelle siciliane, nate, cresciute e invecchiate in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina alla periferia di Palermo. “Non un film femminile o al femminile però. Anzi, io lo avrei sempre voluto dedicare agli uomini”, specifica la regista che per raccontare la vita di queste sorelle ha deciso di dividere il film in tre capitoli, ognuno dei quali corrisponde a un’età delle protagoniste, che sono interpretate da dodici attrici, tra cui Donatella Finocchiaro.

“Ogni sorella è interpretata da un’attrice differente in base alla fase della vita- spiega-. All’inizio volevo mettere una didascalia con il nome. Avevo paura che non si capisse. Poi ho pensato che avrei compiuto un atto di infedeltà nel mio processo artistico. Togliendo i nomi sono venute fuori le identità”.

Come questa idea, che ha già avuto due premi Ubu a teatro, si è trasformata poi cinematograficamente? “Nello spettacolo teatrale vivono in un palcoscenico totalmente vuoto, senza arredi e senza scenografia. Qui ho sentito la necessità di darle una casa e una residenza a queste sorelle. La casa è il luogo dove ci nascondiamo e troviamo rifugio, ma è anche lo scannatoio delle nostre vite. Mi piaceva quindi raccontare questo corpo della casa attraverso il cinema”.

Le sorelle Macaluso

Le sorelle Macaluso di Emma Dante

Come hai lavorato sul tempo, sullo spazio e  sulla velocità? Via Castellana Bandiera, il tuo precedente film, lo definivi un on the road da fermo, anche questo in qualche modo lo è. “Parto sempre dai corpi degli attori e delle attrici. Non amo il tempo convenzionale e cerco di scardinarlo. I corpi delle sorelle Macaluso invecchiano insieme alla casa e producono mutazioni. Questo mi interessava moltissimo. Il cinema ti permette di vedere il cambiamento: una pelle è tesa all’inizio e poi è piena di rughe alla fine”.

Ecco, cosa cambia tra teatro e cinema? “Cambia lo sguardo. Il pubblico del teatro è completamente diverso da quello del cinema. A teatro c’è una visione diretta, lo spettatore guarda quello che vuole, al cinema invece guarda quello che decide il regista. Nel finale per esempio volevo che il pubblico e le attrici guardassero tutti nella stessa direzione”.

Emma Dante

Emma Dante – Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC – ph Giorgio Zucchiatti

Tra le cinque sorelle si vede che c’è una grande empatia. “C’è stato un grande lavoro di preparazione-racconta-. Ad oggi abbiamo ancora una chat molto attiva nella quale ci sentiamo tutti i giorni. Loro mi chiamano mamma addirittura. Io avevo un fratello che ha perso la vita in un incidente quando era giovane. Ora ho un altro fratello. Ma non ho mai avuto delle sorelle quindi con questo film posso dire di aver trovato una nuova vita nella sorellanza”.

Il film, in concorso alla scorsa edizione della mostra del Cinema di Venezia (“un’esperienza straordinaria”) e in sala il 10 settembre distribuito da Teodora, vanta anche una splendida colonna sonora, nella quale spicca la canzone di Gerardina Trovato dal titolo Sognare, sognare: “Me l’ha mandata la mia produttrice Marica e me ne sono innamorata e poi era degli anni novanta, perfetta per rappresentare quel periodo”. Ora Le sorelle Macaluso sarà disponibile on demand sulle principali piattaforme in streaming. Che ne pensa del futuro delle sale? “Il cinema e il teatro sono invincibili. Non ci sono dubbi. Prima o poi questa storia finirà e torneranno a essere i luoghi necessari per la comunità. Nel mio tour per le sale ho visto la gente con il caldo mantenere la mascherina e non respirare perché non si poteva usare l’aria condizionata. La gente ha bisogno dei cinema e dei teatri così come ha bisogno degli ospedali”.

Le sorelle Macaluso

Infine conclude: “Penso che il mio teatro è un po’ come quando si racconta una barzelletta a un funerale. E’ un modo per superare ed esorcizzare il dolore. In questo film si tenta in qualche modo una danza della morte e si parla sempre di morte. Non c’è un momento in cui non ci ricorda che tutti dobbiamo morire. Ma la vita è sempre comunque più forte con la sua frenesia e la sua schizofrenia”.

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