Ei FUS…

100 Autori in piazza il 12 marzo mentre l'Agis chiede le dimissioni del ministro Bondi. E sullo sfondo una domanda: ma a quanto ammonta il Fondo Unico dello Spettacolo?
10 Marzo 2011
Ei FUS…

I 100 autori saranno nelle piazze italiane il prossimo 12 marzo per aderire al “Costituzione Day”, la manifestazione di protesta in difesa della Costituzione. Nella carta, rilevano i 100 Autori in una nota, sta scritto (art. 9) che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. Nel comunicato diramato oggi l’associazione rileva poi come il congelamento di ulteriori 27 milioni di euro del FUS deciso ieri sia dovuto alla totale incertezza sull’andamento delle “vendite delle frequenze del digitale terrestre alle compagnie telefoniche”. Fatto che, continua il comunicato, “evidenzia come è proprio sui prodotti audiovisivi, sulla loro veicolazione, sulla loro attrattività per fare grandi affari che vengono messe in forze le risorse per produrre contenuti”. Un elemento che adombrerebbe secondo i 100 autori “l’ennesimo conflitto di interessi tra un governo che vede molti ministri impegnati a salvaguardare gli interessi di aziende impegnate nella multimedialità”. Durissima la chiusura della nota: “Vorremmo chiedere una volta per tutte quanti soldi ci sono per il FUS quest’anno, e come si intende investirli. Ma a chi chiedere? Ad un Ministro che per sua ammissione non vuole più occuparsi del Ministero per cui viene pagato dagli italiani? Al sottosegretario che improvvisamente si trova a fare il Ministro? Ad una struttura dell’Amministrazione che di fatto da sola e senza indirizzi di lungo termine regge le sorti di aziende, autori, lavoratori di uno dei settori strategici dell’economia italiana? Ci dicano per cortesia cos’altro questi tagli imporrà di chiudere. Oltre a Cinecittà, si pensa di chiudere la Mostra di Venezia? O il Centro Sperimentale di Cinematografia?”.
Intanto anche l’AGIS fa sentire la sua voce e, con una lettera del presidente Protti, chiede le dimissioni del Ministro Bondi: ““Il governo, con quest’ultimo, gravissimo atto – scrive Protti – conferma il totale disinteresse verso le attività culturali e dello spettacolo, e dunque verso le imprese e i lavoratori di questo settore e i tantissimi italiani che ad esso guardano con amore e rispetto”. E poi, rivolgendosi direttamente a Sandro Bondi :“Signor Ministro, la Sua dignità Le impone oggi di dare seguito immediatamente e formalmente alle Sue dimissioni e impone al Governo di insediare al Suo posto un autentico interlocutore politico del nostro mondo nel quale, a breve, molte aziende chiuderanno e molti lavoratori saranno licenziati. O vuole davvero assumersi l’ulteriore responsabilità di privare lo spettacolo non solo delle necessarie risorse ma anche di un vero referente in un momento tanto drammatico?” Inevitabile la conclusione: “Qualunque sarà la Sua scelta, l’Agis, con grande senso di responsabilità, annuncia fin d’ora che non parteciperà più alle attività consultive del ministero dei Beni e delle Attività culturali, finché non sarà insediato un nuovo titolare del dicastero che sia in grado di assumersi le responsabilità politiche delle azioni di Governo. Inoltre, l’ultimo, ulteriore taglio del Fus attribuisce nuovo e maggiore peso alla decisione dell’Agis di promuovere, insieme a Federculture, Anci, Upi e Conferenza delle Regioni, Tre Giornate di mobilitazione, il 26, 27 e 28 marzo, per denunciare i danni senza precedenti provocati dalle scelte del Governo”.

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