Ehi, Jude!

Law si fa in quattro: protagonista assoluto della stagione, con The Aviator, Alfie, I Heart Hucakabees e Lemony Snicket
1 Marzo 2005
Ehi, Jude!
Jude Law

“Non saprei vendermi come sex-symbol. Non è per questo che sono stato programmato”. Sono le ultime parole famose di Jude Law, in occasione della nomination all’Oscar per Il talento di Mr. Ripley. Quattro anni dopo trionfa sulle copertine di tutto il mondo. La dice lunga l’ammiccante “I Law You” con cui titola qualcuno: Hollywood gli ha ritagliato il ruolo di rubacuori. Quattro i titoli che lo catapultano in testa alla classifica dei protagonisti 2005 e tre, non a caso, quelli in cui vestirà i panni del dongiovanni: Alfie, I Heart Huckabees e, già in sala, The Aviator. Alternative pare che al momento non ce ne siano. Tanto più che nel quarto film, l’avventura noir per ragazzi Lemony Snicket – Una serie di sfortunate coincidenze, gli viene riservata la voce del narratore. Nel kolossal sull’avventurosa esistenza del produttore Howard Hughes, all’ombra del protagonista Di Caprio, lo abbiamo visto interpretare in un cameo Errol Flynn: icona del bello e dannato della Hollywood anni ’30, passato alla storia più per le conquiste amorose che per le interpretazioni sul set: si vantava di aver sedotto ben 12.000 donne, prima che il declino fisico lo costringesse al ritiro. A suo agio in questo ruolo un po’ retrò, Law ha invece puntato i piedi prima di dire sì al regista Charles Shyer. “Mai un classico – aveva detto -, soprattutto se inglese e a maggior ragione se interpretato da un mostro sacro”. Puntuale ecco Alfie, remake dell’omonimo film che nel ’66 valse a Michael Caine la prima nomination della sua carriera. Nel film, in sala dal 4 marzo, Jude Law è neanche a dirlo l’Alfie del titolo: rubacuori impenitente, dedito alle donne e all’arte della seduzione. Più moderno e “charmant” dell’originale, il suo personaggio farebbe invidia a Hugh Grant. Punti di forza sono l’aria sbarazzina, il savoir-faire e lo stile inglese. Elemento da non sottovalutare, se contestualizzato nella Manhattan che fa da sfondo a questa riedizione del film. Al motto “mai dipendere da qualcuno”, il giovane Alfie colleziona donne in barba ad amicizia e morale comune. Conquista la fidanzata del suo autista, seduce e poi abbandona la tycoon della cosmetica Susan Sarandon e poi inciampa nella quasi esordiente Sienna Miller: da copione una ragazza “facile”, che Jude Law si porterà invece appresso anche fuori dal set. Cambiano le quinte, ma la storia si ripete in I Heart Huckabees di David O.Russell. Ritorno alla commedia esistenziale del regista di Amori e disastri, il film è ambientato all’interno della fantomatica catena di megastore del titolo. Toni più soft e ben altre pretese, anche in questo caso Jude Law torna però a far leva sul suo charme. Rampante uomo in carriera della stessa catena, popola gli incubi e stravolge la vita privata di un suo collega Albert (Jason Schwartzman). Tra gag e sottile ironia, a dividere i due sono Naomi Watts e, soprattutto, la trascinante coppia di “detective esistenziali” Dustin Hoffman e Lily Tomlin.  

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