E’ morto Vincenzo Cerami

Addio allo scrittore e sceneggiatore italiano. Malato da tempo, nel 1999 candidato all'Oscar per La vita è bella
17 Luglio 2013
E’ morto Vincenzo Cerami
Vincenzo Cerami

Il ricordo più recente è legato alla scorsa cerimonia di premiazione dei David di Donatello, con Roberto Benigni e Nicola Piovani sul palco a ritirare per lui il David speciale assegnatogli quest’anno. E’ morto questa mattina Vincenzo Cerami, dopo una lunga malattia, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo che nel 1999 ottenne una candidatura all’Oscar per La vita è bella. Nato il 2 novembre 1940 a Roma, aveva 72 anni. Allievo alle scuole medie di Pier Paolo Pasolini, per il quale fu poi aiuto regista (Comizi d’amore nel ’65, Uccellacci e uccellini nel ’66, La terra vista dalla Luna nel ’67), Cerami esordisce come sceneggiatore nel 1967 con El Desperado di Franco Rossetti. Nel 1976 pubblica il romanzo Un borghese piccolo piccolo, che l’anno dopo diventò un film, diretto da Monicelli e interpretato da Alberto Sordi.
Sempre nel ’77 scrive Casotto per Sergio Citti, poi Salto nel vuoto di Marco Bellocchio (1980), nell’81 Il minestrone ancora per Citti, poi di nuovo Gli occhi, la bocca per Bellocchio nel 1982. La collaborazione con Gianni Amelio inizia nell’83 con Colpire al cuore e nell’89 si ripete per I ragazzi di via Panisperna e nel ’90 per Porte aperte. Nel frattempo, nel 1985, scrive la sceneggiatura di Tutta colpa del paradiso per Nuti (con cui due anni dopo realizza Stregati), Segreti, segreti di Giuseppe Bertolucci (1985), con il quale lavora anche per I cammelli (1988).
La collaborazione con Roberto Benigni inizia nel 1988 per Il piccolo diavolo, al quale seguiranno Johnny Stecchino (1991), Il mostro (1994), lo spettacolo teatrale Tuttobenigni 95/96, La vita è bella (1997, che poi regalò l’Oscar al regista toscano e una candidatura a Cerami), Pinocchio (2002) e La tigre e la neve (2005). Nel 1990 torna a lavorare per Sergio Citti (Mortacci), stesso anno in cui collabora al soggetto di Il viaggio di Capitan Fracassa per Ettore Scola. Nel 1996 è la volta di Uomo d’acqua dolce per la regia di Antonio Albanese, attore-regista con cui realizzerà anche La fame e la sete (1999) e Il nostro matrimonio è in crisi (2002). Nel 2001 ritrova ancora Citti (Vipera), mentre nel 2003 collabora con Jean Cubaud per Parva e il principe Shiva e con Giovanni Albanese per A.A.A. Achille. Nel 2010, infine, è tra gli autori di Tutti al mare, film d’esordio alla regia del figlio Matteo Cerami. 

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