E’ morto Ray Harryhausen

Il pioniere degli effetti speciali aveva 92 anni. Mago della stop-motion ha influenzato i grandi maestri del fantastico, da Burton a Jackson
8 Maggio 2013
E’ morto Ray Harryhausen

E’ morto ieri a Londra il genio degli effetti speciale Ray Harryhausen. Aveva 92 anni. Lo ha comunicato la famiglia dell’artista. Considerato il maestro della stop-motion, Ray Harryhausen era nato a Los Angeles nel 1920 e aveva iniziato la sua carriera prima alla Paramount e poi, in pieno conflitto bellico, nella Army Motion Picture Unit. E’ lì che realizzò i suoi primi corti animati con protagonista Mamma Oca, celebre personaggio della letteratura infantile anglosassone. Nel ’49 viene ingaggiato dalla Warner Bros e realizza il suo primo film di caratura mondiale, Il re dell’Africa dove inaugura per la prima volta la tecnica dello split screen. Dagli anni ’50 lavora a pieno regime negli effetti speciali delle grandi produzioni hollywoodiane: Il 7º viaggio di Sinbad, I viaggi di Gulliver, L’isola misteriosa e Gli Argonauti, considerato da tutti come il suo capolavoro per via della scena divenuta un cult della battaglia tra gli attori e un gruppo di scheletri (vedi il video sotto).
In seguito collaborò con la Hammer, realizzando i dinosauri per Un milione di anni fa (1966) e quindi con la Warner per un altro film di dinosauri, La vendetta dei Gwangi (1969). Negli anni settanta si dedicò a pellicole mitologiche quali Il viaggio fantastico di Sinbad e Sinbad e l’occhio della tigre. Nel 1981 lavorò per l’ultima volta con delle miniature animate a passo uno, nel film Scontro di titani, che gli valse una candidatura ai Saturn Award per i migliori effetti speciali.
Molti i filmaker che si sono ispirati al suo lavoro: ne La sposa cadavere di Tim Burton Harryhausen diventa la marca del pianoforte che si trova nella casa della famiglia Everglot. Anche in Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro appare un pianoforte di marca Harryhausen. Ne Il signore degli anelli il regista Peter Jackson ha dichiarato di aver voluto rendere omaggio ad Harryhausen nella scena in cui un gigantesco troll attacca la Compagnia, facendo muovere la creatura come si muovevano quelle di Harryhausen. Nel 1993 Sam Raimi fece lo stesso con l’esercito di scheletri de L’armata delle tenebre.

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