Dietro le quinte de La Passione

Sul set di Mel Gibson con The Big Question, diretto dalle comparse Cabras e Molinari
16 Novembre 2004
Dietro le quinte de La Passione

Se Buñuel proclamava la sua fede nell’esergo “Sono ateo per grazia di Dio”, per gli attori Francesco Cabras e Alberto Molinari, comparse più o meno defilate sul set lucano di The Passion a firma Mel Gibson, la faccenda si fa più seria e soprattutto l’occasione si fa ghiotta: perlustrare in lungo e in largo, sia a livello di filosofia spicciola che di fede incrollabile, gli umori o il più semplice comune sentire dal set multietnico e multireligioso della tanto vituperata ultima fatica del regista australiano. Insomma The Big Question è un documentario che cerca risposte a domande insolubili, o pleonastiche (dipende dai punti di vista), che vaga ramingo tra lupi lucani, rovine archeologiche e facce di attori, tecnici e prelati che hanno avuto a che fare con la lavorazione di The Passion. Perfino Mel Gibson si presta all’intervista dell’improvvisato duo dietro la macchina da presa, per non parlare di Monica Bellucci, di un agnostico Toni Bertorelli e di un frame di un impressionante Jim Caveziel, alias Gesù Cristo, ancora gonfio e sanguinolento direttamente dalla cinematografica via crucis che in piena estasi mistica sostiene: “Gesù è morto sulla croce per farci vedere quanto ci amava”. E va detto senza riverenza alcuna: nonostante il percorso di costruzione narrativo e l’estetica evocativa di riporto dalle atmosfere e dalle tonalità cromatiche del film di Gibson (che tra l’altro non viene, inspiegabilmente, mai citato), i crucci esistenziali rivolti ai prestatori frontali di viso e parole del documentario (per esempio: quando hai maturato la tua spiritualità? La tua intima percezione del divino? Perché l’incarnazione del divino è sempre maschile? Cosa pensi dei miracoli?) riescono a formare un interessante percorso di risposte, eterogeneo e ad ostacoli, che porta alla mescolanza e al melting pot di tradizioni, di culture, di personalissime necessità spirituali. Seppur volontariamente (o meno?) il lavoro di Cabras e Molinari, pongono in essere proprio questo elemento di pacificazione e parificazione tra i popoli, di cui oggi, si sente sempre più dannatamente bisogno.

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