Desplechin, toccami l’anima

"Dovevo filmare la mia città natale", dice il regista francese. In concorso a Cannes con il polar Roubaix, une lumière: "L'ispettore rappresenta le istituzioni chiamate a preservarci dal mondo selvaggio"
Desplechin, toccami l’anima
Il cast- Foto Karen Di Paola

“Dovevo filmare la mia città natale, Roubaix. L’ho capito dopo aver realizzato I fantasmi d’Ismael, un film che esplodeva di finzione. E mi sono ricordato di questo fatto di cronaca, di questa signora anziana strangolata da due donne, una vicenda che mi aveva impressionato molto, e ho quindi costruito una storia partendo da una scrittura che deve molto al Dostoevskij di Delitto e castigo, utilizzando poi nel film attori professionisti mescolati a vere persone e a veri poliziotti del luogo”.

Torna al Festival di Cannes due anni dopo il sopracitato I fantasmi d’Ismael (che aprì la kermesse fuori concorso), Arnaud Desplechin, e lo fa – stavolta in concorso – con Roubaix, une lumière (Oh, Mercy! il titolo internazionale), film incentrato sulla figura dell’ispettore Daoud (Roschdy Zem), che affronta ogni caso con rara umanità e in modo compassionevole.

“È un uomo che anziché chiedersi il perché di un crimine si chiede come sia avvenuto e ha sempre una parola di consolazione per le persone che arresta” – dice ancora Desplechin, che aggiunge: “Il suo personaggio rappresenta per me le istituzioni chiamate a preservarci dallo stato di natura, dal mondo selvaggio”.

Il cast- Foto Karen Di Paola

Ispirato per stessa ammissione del regista anche al Ladro di Hitchcock, il film – interpretato anche da Léa Seydoux e Sara Forestier – secondo Desplechin non ha nulla a che spartire con i polizieschi che siamo abituati a vedere sul piccolo schermo: “L’ispettore di questo film, un uomo letteralmente affamato di verità, riesce a mettersi in contatto con l’anima delle persone con cui ha a che fare o con quelle che è costretto ad arrestare: è questo il privilegio del cinema, cosa che la televisione non potrà mai fare, ovvero toccare l’anima”.

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