Deliri in passerella

In fila da ore "perché lo fanno tutti". Sondaggio dal red carpet, tra grappoli di giapponesi e mamme assetate di popolarità
29 Agosto 2007
Deliri in passerella

Aspettano tutti “quella col nome strano”. Questo il desolante quadro di un sondaggio condotto a bordo passerella, a un’ora dalla cerimonia d’apertura della 64a Mostra. Nel giorno di Keira Knightley, la star della saga Pirati dei Caraibi, oggi protagonista con Espiazione, il popolo del festival la ricambia dimenticando il suo nome. Sono adolescenti, nonne e madri di famiglia, che arrivano dal Lido e aspettano da ore, accalcandosi sulle transenne. Franca incarna con la sua risposta la voce del popolo. Per svettare sulla concorrenza, si è portata da casa addirittura uno sgabello: “Per vedere chi? Non so, chi passa. Con tutta questa folla qualcuno dovrà pure esserci”. A darle conferma, a parte la flotta di Lancia metallizzate con tanto di bandierine e vetri oscurati, i grappoli di giapponesi che pendono dai cartelloni pubblicitari e i vasi antistanti il Palazzo del Cinema. Sono armati di macchine fotografiche, videocamere amatoriali, qualcuno addirittura di microfono. Sussultano poi tutti in massa, appena dall’ingresso compare un frac inamidato: è il direttore della Mostra Muller, ma in assenza di star basta lui a scaldare gli animi. Dalle prime file parte un coretto “Marco, Marco”, mentre dalla terza in poi ci si intrattiene. Un paio di adolescenti si sbaciucchiano, le signore si fanno a largo a stento. Lieta e la sua amica sono invece professioniste: vengono qui ogni anno e nel tempo hanno collezionato foto e autografi di George Clooney, Josh Hartnett, Edoardo Costa. “Veniamo qui per chiacchierare – dicono -. Poi chi arriva arriva. In particolare aspetto però Ewan McGregor: da quando ho visto Moulin Rouge!, sogno di dirgli che canta da Dio”. A ingannare la lunghissima attesa che dovrà sopportare cominciano a scorrere gli ospiti del Galà. Tra i primi ad esser braccati da curiosi e improvvisati fotografi, Carlo e Marina Ripa di Meana sorprendono per l’abbigliamento coordinato: sotto l’impeccabile frac di lui spiccano un paio di scarpe da ginnastica in tela. Rosso fuoco, come i guanti al gomito della moglie e il fiore in plastica che porta appuntato sul suo svolazzante abito nero.

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