Dal cinepanettone a Colpi di fulmine

"Pane amore e sagrestia" per Christian De Sica, "un My Fair Lady al contrario" per Lillo & Greg: sotto l'albero arriva il nuovo corso Filmauro
12 Dicembre 2012
Dal cinepanettone a Colpi di fulmine
Il cast di Colpi di fulmine - Foto Pietro Coccia

“Aurelio De Laurentiis ha detto che il cinepanettone era morto, putrefatto, ma anche quest’anno abbiamo preso i Biglietti d’Oro a Sorrento e non mi sembra che dopo di noi altri abbiano fatto cose eclatanti al box office. Quest’anno mi ritrovo romantico, Neri Parenti è diventato il mio Richard Curtis, mentre a Lillo e Greg spetta l’episodio di punta, quello più comico. Avrei voluto averli come spalla, mi sono sentito solo, un po’ abbandonato”. Così Christian De Sica presenta il “non cinepanettone” Colpi di fulmine, da domani 13 dicembre nelle nostre sale con circa 700 copie targate Filmauro. Affrontando in chiave di  commedia il tema dell’amore a prima vista, si divide in due episodi:  nel primo, De Sica, psichiatra costretto a fingersi prete per fuggire da Equitalia (“Capita anche alle persone perbene di dover scappare in questa Italia”), si innamora perdutamente del maresciallo dei carabinieri Luisa Ranieri; nel secondo, Greg, ambasciatore italiano presso la Santa Sede, perde la testa per Anna Foglietta, una pescivendola verace che parla solo in romanesco: per conquistarla, con l’aiuto del proprio autista (Lillo), decide di trasformarsi in un vero coatto.
“Pane, amore e sagrestia” ribattezza il proprio episodio De Sica, che recita accanto alla perpetua Arisa e il chierichetto Simone Barbato, ma l’archiviazione del cinepanettone proprio non gli va giù: “De Laurentiis prima ha mollato il brand del “Natale a”, poi quello di “Vacanze a”, col risultato che l’hanno preso altri, dai Soliti idioti a New York, rispetto ai quali io e Boldi eravamo due educande, a Il peggior Natale della mia vita. Comunque, questa storia ha un ritmo più leggero, non ci sono bonone, tutto è meno aggressivo”. “Mi trovavo bene prima e mi trovo bene ora: dopo 42 film ho una certa esperienza e i cambiamenti non mi spaventano”, aggiunge Neri Parenti, che condivide alcune delle perplessità di De Sica: “La scelta del soggetto per il primo episodio è forse la meno condivisa del film, ma Aurelio l’ha voluta: rispetto al secondo, si perde un po’ di follia. Comunque, la sfida è stata mantenere la comicità in una commedia sull’amore”.
Se il regista ha esaurito il contratto con Filmauro, De Sica ha un altro film da girare, mentre Lillo e Greg un’opzione. L’anno prossimo sotto l’albero arriveranno Luca e Paolo, ma Christian mette le mani avanti: “Non credo ci lavorerò, la mia comicità è diversa, viceversa, mi piacerebbe affiancare Lillo e Greg”. Questi ultimi, oltre a ribadire la propria distanza comica da Luca e Paolo, si ritrovano qui in “un My Fair Lady al contrario, a cui abbiamo aggiunto del nostro, in piedi, come a teatro: il nostro riferimento sono Stanlio & Ollio, anche noi abbiamo fisicità, preferiamo la risata tappetino che le risate grasse dopo una battuta”, dice Lillo, mentre Greg rivela che “abbiamo smussato la sceneggiatura, tolto qualche parolaccia, e sposato il nostro umorismo a quel che ci è stato proposto: Colpi di fulmine ci veste a pennello”. E’ ancora De Sica a ritornare sulla comicità, con riferimento al ribattezzato “cinepanettone di sinistra” Tutto tutto niente niente con Antonio Albanese: “Figuriamoci se esistono comici di destra o sinistra, non diciamo fesserie”.
Viceversa, il produttore Luigi De Laurentiis rivendica la scelta di Lillo e “la scommessa su Greg”, mentre l’idea di Arisa è del padre Aurelio: “Questa perpetua rispecchia le donne della mia famiglia”, dice la cantante, che nonostante rivendichi “sono nata per cantare” e stia per iniziare una tournée lascia uno spiraglio aperto sul ritorno a X-Factor. Mentre Anna Foglietta dice che “con Lillo e Greg abbiamo respirato insieme, abbiamo gli stessi gusti, la medesima comicità, peccato che a differenza di Sandra Bullock e Cameron Diaz in America qui per trovare una bella donna capace di far ridere bisogna tornare a Monica Vitti”, Luigi De Laurentiis elegge a primo competitor festivo di Colpi di fulmine, realizzato con un budget tra gli 8 e i 10 milioni di euro, Tutto tutto niente niente: “ I soliti idioti puntano ai giovanissimi, Albanese ha un pubblico trasversale”.
Se tra preti (primo episodio) e Vaticano (il secondo), qualcuno è pronto a ribattezzare Colpi di fulmine il “cattopanettone”, Neri Parenti non si dimostra preoccupato per l’ironia che il film dispensa sul Papa e i cardinali: “Del resto, ho avuto già due scomuniche: una perché Villaggio e Pozzetto sciando facevano precipitare il Papa in un crepaccio (Le comiche, 1990, NdR), l’altra perché lo coinvolgevano nella Parigi-Dakar (Le comiche 2, NdR)”.

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