Da Bond Girl a Gone Girl

"Fincher da sempre fa film provocatori, per questo li andiamo a vedere", dice Rosamund Pike. Dark lady ne L'amore bugiardo
12 Settembre 2014
Da Bond Girl a Gone Girl

“Fincher fa film provocatori, da sempre, per questo li andiamo a vedere. Qui racconta la tremenda scesa del narcisismo di coppia: la stampa, i media presentano coppie ideali, di attori, sportivi, e le persone iniziano a guardarsi dall’esterno, non più dall’interno della coppia. Ed è una trappola: le aspettative divengono insostenibili”. Parola di Rosamund Pike, protagonista al fianco di Ben Affleck del nuovo film di David Fincher, L’amore bugiardo (Gone Girl), dal 3 ottobre sugli schermi Usa, il 18 dicembre sui nostri. Tratto dal bestseller omonimo di Gillian Flynn, inquadra la relazione molto pericolosa tra Nick (Affleck) e Amy (Pike), racchiusa in una battuta: “Eravamo la coppia più felice del mondo, se non lo siamo più perché stare insieme?”.Della sua Amy, la Pike dice che è “molto affermata, seducente, sconcertante: la gente si sente disturbata, prova insieme repulsione e attenzione per lei. Mi piace il suo essere camaleontica, mi paice camminare su questa linea sottile, si ama o si odia, ma è un personaggio molto femminile, non ha caratteristiche maschili come spesso accade a Hollywood, non utilizza il sesso, ha una chiusura cerebrale potentemente femminile, sa come agire, come pianificare”. Tutto il contrario della Bond Girl Miranda Frost con Rosamund cui esordì al cinema 12 anni fa (007 – La morte può attendere, 2002): “Ancora lotto con questa immagine, ma essere odiata non mi fa paura: Amy è indefinibile, non si può conoscere, Miranda invece sì, perché di solito le Bond girl non sono attrici, fanno se stesse”.
La Flynn – prosegue l’attrice londinese, classe 1979 – voleva “esplorare l’idea della rabbia femminile, senza scadere nella solita isteria: no, proprio la rabbia, e tutti e tre i suoi libri scavano a fondo nella psicologia femminile. Questo film è folle, estremo, imprevisto, ma la psicologia è reale”. Ma che film è L’amore bugiardo? “Satira sociale più che thriller, con umorismo dark. E no, non è un film misogino: le donne sono spesso vittime di violenza, ma anche gli uomini, i ragazzi possono esserlo. La Flynn è stata accusata di essere misogina, ma non lo è: è femminista. E Fincher continua a descrivere esseri umani al margine della società: uomini o donne che siano non gli importa”.
E la Pike conclude: “Fincher ha una grande attenzione, un grande rispetto per il pubblico, e sappiamo bene come oggi vedere al cinema qualcosa di nuovo sia molto difficile. La sua regia è leggendaria, cura anche i dettagli più insignificanti e sceglie, sceglie bene quali sceneggiature trasformare sullo schermo: ha detto con una battuta, ‘se avessi girato tutti i film di serial killer che mi sono stati proposti, sarei potuto già andare in pensione’…”.

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