Cosa sarà, dalla vita al cinema

Francesco Bruni presenta il suo nuovo film, evento di chiusura della Festa del Cinema di Roma: "Non c'è umorismo senza il dramma". Da oggi in sala
Cosa sarà, dalla vita al cinema
Francesco Bruni © Fabio Bacci

È un film che nasce dalla vita, Cosa sarà, e in particolare dalla malattia vissuta dallo stesso Francesco Bruni. A partire da questa esperienza personale così determinante, il regista e sceneggiatore ha realizzato il suo quarto film, una commedia commovente con Kim Rossi Stuart nel ruolo di Bruno Salvati, un quarantacinquenne (che fa lo stesso mestiere di Bruni) che, dopo un banale incidente, scopre di avere un tumore del sangue. Previsto per marzo con il titolo Andrà tutto bene, Cosa sarà è stato presentato oggi come film di chiusura della Festa del Cinema di Roma e sarà in sala da stasera.

La malattia è una traccia che rimane, spiega Bruni, ma l’approccio esplora tutte le possibilità dell’umorismo: “Sono cresciuto seguendo la lezione dei miei maestri, sia nei film scritti con Paolo Virzì e poi nei miei: non c’è umorismo senza il dramma”.

Bruno ha il volto di Rossi Stuart, con cui Bruni ha tessuto negli anni un rapporto a distanza: un legame sottolineato dal fatto che all’attore è accreditata la collaborazione alla sceneggiatura. “Sentivo – racconta il regista – che c’era un feeling tra di noi. Lui minimizza il suo contributo: a due mesi e mezzo dall’inizio delle riprese, mi ha chiesto di parlare a lungo della sceneggiatura. E così sono reso conto che davo per scontato molte cose, mi ha fatto riflettere molto e il copione è stato rivoluzionato”.

Kim Rossi Stuart in Cosa sarà © Fabio Bacci

“Ho fatto quello che faccio abitualmente – interviene Rossi Stuart – cercare un dialogo con il regista. Francesco ci ha tenuto a mettere questa cosa nei titoli ma non ce n’era bisogno. Il mio approccio è sempre quello di entrare nelle pieghe della scrittura per sentirmi più padrone della materia. Sul set è stato tutto magnificamente facile, fluido, semplice, una volta innescata la possibilità di dialogare con franchezza e libertà per quanto il personaggio affronti gli abissi dell’ignoto”.

Raffaella Lebboroni, moglie di Bruni, interpreta il medico di Bruno: “Un ruolo salvifico – ragiona l’attrice – che dà una luce: è stata una catarsi, è stato terapeutico perché gli artisti devono fare anche questo. Il personaggio salva simbolicamente e concretamente Bruno. La malattia è un tunnel ma nel buio può esserci anche conoscenza”.

Barbara Ronchi è la sorella ritrovata a Livorno: “Il mio personaggio riceve un regalo, trova un senso alla vita”. Lorenza Indovina interpreta l’ex moglie Anna: “Una donna forte che decide di non stare più con un uomo ingombrante, logorroico, egocentrico”. In Cosa sarà, i maschi rivendicano il diritto a essere fragili e imperfetti. “Noi uomini – riflette Bruni – stiamo imparando ad accettare la parte debole di noi. La virilità non ha niente a che fare con l’essere uomini”.

Gli fa eco Indovina: “Cito una battuta che dice la figlia del mio personaggio: noi donne ci siamo rotte di essere forti, siamo costrette a essere forti e dire di essere deboli è una scusa per non prendersi responsabilità. Anna scuote Bruno con ironia e cinismo: una manifestazione di forza ma anche di grande dolore”.

Cosa sarà di Francesco Bruni (© Paolo Ciriello)

Fotinì Peluso e Tancredi Galli sono i figli di Bruno e Anna. “Nel film – dice Peluso – ci sono personaggi femminili che mancano molto nel cinema italiano. Ho avuto la possibilità di dire molte cose che avrei voluto dire nella vita reale”. Galli rivela di essersi ispirato al figlio vero di Bruni, Arturo: “Sono introverso e fragile come lui”.

La scena del litigio con il produttore è tratta dalla realtà? “Non ho rancori con nessuno – avverte Bruni – ma sono stato toccato dal trattamento riservato al mio film precedente. Tutto quello che vuoi è stato tenuto fermo per un anno ed è stato fatto uscire di sfuggita. Questa cosa mi ha fatto soffrire, ma quel film poi ha avuto una vita meravigliosa”.

Cosa sarà arriva in sala proprio oggi, come promesso da autore e produttori da tempo. Per Nicola Maccanico (Vision Distribution) e Carlo Degli Esposti (Palomar) è fondamentale che il film sia in sala, per sottolineare la vicinanza agli esercenti e il grande lavoro fatto per rendere le sale posti sicuri. “Il Covid – riflette Bruni – è arrivato nel momento di massima fioritura del nostro cinema, con gli incassi in salita e una nuova generazione di registe donne. Sono sicuro che dopo la pandemia tornerà il meglio. Quando ho iniziato nel 1990, il cinema italiano era poca cosa: cosa oggi potrei nominare decine di registi che hanno creato un rapporto con il pubblico e vincono ai festival”.

Sorpresa nel finale: al film è stato assegnato un nuovo premio, istituito dall’ENIT (Agenzia Nazionale Italiana per il Turismo), per celebrare le opere cinematografiche che valorizzano il patrimonio paesaggistico e culturale.

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