Corti ma grandi ad Arcipelago

Dagli esordi di Peter Sellers alla retrospettiva di Claudio Noce, fino a Isabella Ragonese e Alba Rohrwacher: stelle per i 18 anni del festival romano
9 Giugno 2010
Corti ma grandi ad Arcipelago

“Ogni anno non abbiamo mai la certezza di fare questo Festival. Siamo preoccupati soprattutto per il finanziamento principale che viene dal Ministero dei Beni Culturali, dato che non c’è ancora stata la ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo”. Così il direttore Stefano Martina presenta la Arcipelago – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, che dal 18 al 24 giugno all’Intrastevere di Roma festeggia la 18esima edizione. Nonostante la crisi dilagante, che ha coinvolto in primis il Centro Sperimentale di Cinematografia: “Rischiamo un  taglio che potrebbe arrivare fino al 50%”, dice uno studente.
In cartellone, la retrospettiva sugli albori di Peter Sellers (The Running Jumping and Standing Still Film di Richard Lester e The World of Peter Sellers di Tony Palmer) e un focus sul regista di Good Morning Aman, Claudio Noce: “Fin dal 2000 è stato utente e protagonista del nostro Festival, che ha vinto ben due volte con Gas nel 2003 e Aria nel 2005”, dice Martina.
Ma il fulcro è The Short Planet, concorso internazionale che vede sfidarsi 38 corti provenienti da tutti i continenti: tra i titoli, spiccano Logorama, Oscar per il Corto d’Animazione; Il gioco, esordio alla regia di Adriano Giannini; l’israeliano Sinner, sulla pedofilia; Blue Sofa di Pippo Del Bono.
Venti i corti nazionali in gara nella sezione Con/Corto, “in maggioranza – dice Martina – di giovani registi che si sono trasferiti all’estero”: da J’attends une femme di Chiara Malta al documentario di Rosa Russo Everyday But Sunday, fino ad Avevamo vent’anni, interpretato da Alessandro Tiberi di Boris, e le anteprime Passing Time, vincitore del David di Donatello, e Rita.
La competizione Extra large, riservata ai documentari italiani fino a 60 minuti, propone 15 titoli, che passano in rassegna il movimento zapatista del Chiapas (L’alba del sesto sole di Roberto Salinas), inchieste nella Colombia delle campagne (Falsos positivos di Dado Carillo e Simone Bruno) e temi attuali come l’integrazione, l’immigrazione, la globalizzazione e lo sfruttamento ambientale.
Infine, i corti del concorso regionale dal tema “Le solite note”, organizzato in collaborazione con la Mediateca Roma e l’Assessorato all’Istruzione e Cultura della Regione Lazio (sezione Video/Rome), dove sfilano i volti noti di Isabella Ragonese, Alba Rohrwacher e Paolo Sassanelli, oltre alle giovani promesse Susanna Nicchiarelli con Sputnik e la sceneggiatriceElisa Amoruso con Per solo un gioco.
 

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