Claudio Amendola, con Permesso

"Sono cresciuto con Cimino e Scorsese, questo film l'ho sentito subito mio", dice l'attore-regista. Che dirige Luca Argentero tra (cinema di) genere e amore
Claudio Amendola, con Permesso

“Sono cresciuto con i film di Cimino e Scorsese, e quando ho letto la sceneggiatura di questo film l’ho immediatamente sentita mia”, così Claudio Amendola ha introdotto oggi, 28 marzo, in conferenza stampa (Casa del Cinema, Roma) il suo Il Permesso – 48 ore fuori.

Nelle sale dal 30 marzo in 240 copie, distribuito da Eagle Pictures, il nuovo film di e con Claudio Amendola e scritto da Giancarlo De Cataldo, autore dei fortunati titoli Romanzo Criminale e Suburra, racconta la storia di 4 personaggi (Luigi, Donato, Angelo e Rossana) ai quali sono state concesse 48 ore di permesso fuori dal carcere di Civitavecchia. In galera per motivi differenti, devono decidere come spendere il poco tempo a loro disposizione. Una volta fuori dal penitenziario, ciascuno di loro dovrà fare i conti con il mondo esterno…

“Il copione consegnatomi dal produttore Claudio Bonivento mi ha riportato indietro nel tempo. È un genere di film attraverso il quale ho iniziato la mia carriera d’attore e che mi ha formato”, ha proseguito Amendola, affiancato in questo lavoro che lo vede impegnato in un duplice ruolo da Luca Argentero, Giacomo Ferrara e Valentina Bellè. “Essere sia attore che regista non è stato semplice. Questo è un film nato grazie al lavoro e alla complicità di tutti e in particolar modo ho potuto contare su alcune persone, tra cui mia moglie Francesca, che mi hanno dato l’opportunità di concentrarmi, in modo alternato, sia sul personaggio che come regista”, ha concluso Amendola.

De Cataldo, autore del soggetto e della sceneggiatura (assieme a Roberto Jannone), ha definito la sua “una storia con al centro quattro esseri umani che hanno 48 ore di tempo per riprendersi le loro vite o perdersi completamente. Nessun personaggio, in questo caso, è ispirato a storie vere. Sono archetipi inseriti in contesti probabili”. Jannone le difinisce invece “quattro storie d’amore, nonostante la violenza in esse contenuta”. Luca Argentero, passato dalla commedia al drammatico, ha dichiarato di aver accettato con entusiasmo il ruolo propostogli da Amendola: “Ho vissuto quest’esperienza come un dono. È stato un lavoro molto differente rispetto agli altri film in cui ho lavorato, ma un attore deve sempre augurarsi di poter spaziare il più possibile!”.

In conclusione, l’intervento del produttore Bonivento, che ha descritto Il Permesso come “un film di cuore, fatto da tutti e senza alcuna riserva. Ancora una volta posso ritenermi fortunato di aver avuto al mio fianco persone come Claudio Amendola alle quali posso esprimere gratitudine”.

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