Cinematografiamo, i Millennials vanno in sala

A Milano l'evento organizzato dall'Istituto Toniolo. Monsignor Davide Milani: "Abbiamo bisogno dei giovani per anticipare il futuro e comprendere il presente"
26 Marzo 2018
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Cinematografiamo, i Millennials vanno in sala

“Questo piccolo esperimento nasce per sfatare un luogo comune, per far capire che la digitalizzazione non ha creato un ambiente nocivo per il cinema”. Così la professoressa Mariagrazia Fanchi, direttore di Almed – Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presenta Cinematografiamo, l’evento organizzato dall’Istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica, la Fondazione Ente dello Spettacolo e l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano.

L’Istituto Toniolo ha ideato un challenge per gli studenti del CIMO (Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse, curriculum Media ed eventi Università Cattolica del Sacro Cuore) per raccontare cosa sia per loro il cinema. Di seguito il contenuto: “Il cinema è luogo di sogno, di fantasia e anche di realtà. Sarà capitato a tutti, davanti a un film, di immaginarsi in quella situazione, di ritrovarsi in un luogo, di rivivere un’emozione o di sognarne delle altre. Cos’è per te il cinema oggi, nel 2018? Con chi vai al cinema e come vivi la tua esperienza del luogo? Dopo la visione del film, rivivi immagini e sentimenti trasmessi? Qual è il film della tua vita? La tua vita è un film? Raccontaci la tua esperienza e il tuo rapporto con il cinema, partecipando alla call #cinematografiamo. Scatta una foto del tuo luogo preferito dove fruisci i film, delle persone con cui lo guardi, delle attività che fai prima di guardare un film o mentre lo stai gustando e condividi il tuo scatto su Instagram”.

L’obiettivo è parlare del rapporto tra il cinema e i Millennials. “Oltre il 90% dei ragazzi tra i 20 e i 30 anni guarda in media un film a settimana. Gli studenti sono tra quelli che amano di più i prodotti video, forse perché hanno più tempo. Vanno in sala una volta al mese, e non tutti vogliono solo divertirsi, ma cercano anche la qualità, in base al loro livello culturale”, spiega Alessandro Rosina, coordinatore scientifico del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo.

 

Sull’importanza del linguaggio cinematografico nel mondo della comunicazione, interviene Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano e direttore della Rivista del Cinematografo. “La Rivista quest’anno compie novant’anni. E abbiamo regalato cento abbonamenti a questi ragazzi che ci stanno ascoltando. Anche la Chiesa ha un rapporto molto stretto con la settima arte, quando non la usa per fare catechismo. È un modo per raccontare i sentimenti dell’uomo, parlare di gioie e dolori. Le nuove tecnologie, la digitalizzazione, fanno sempre paura, ma il cinema non finirà. Abbiamo bisogno dei giovani per anticipare il futuro e comprendere il presente”.

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