#CheCinemaFarà, la quarta settimana

L'iniziativa della FEdS: tre domande sul futuro dell'audiovisivo dopo il Coronavirus. Nella quarta settimana, gli interventi di Valenti Omero, Ramello, Natalia, Fornara, Federici e Ilari
#CheCinemaFarà, la quarta settimana

Con #CheCinemaFarà, la Fondazione Ente dello Spettacolo vuole esplorare le opportunità che pone questa crisi, raccogliendo le idee, le suggestioni, le provocazioni di autori, attori, maestranze, direttori di festival, critici, giornalisti, personalità delle istituzioni, appassionati.

Uno sforzo di immaginazione “con i piedi per terra” da parte di coloro che fanno parte dell’intera filiera cinematografica. Una riflessione, articolata in tre domande, sullo scenario futuro elaborando una proposta che include i tre poli dell’esperienza cinematografica: il prodotto (il film), la sua distribuzione (le modalità di fruizione), i destinatari (il pubblico).

Che film si realizzerannoDove si vedrannoCon quali occhi li vedremo?

Dopo gli interventi della prima, della seconda settimana e della terza settimana, altri sei contributi hanno arricchito gli ultimi giorni.

“I film vanno visti su grande schermo in un momento di incontro collettivo” avverte Chiara Valenti Omero, presidente AFIC (Associazione Festival Italiani Cinematografici). “Stiamo vivendo un momento di totale bulimia, una cosa che dovremmo accantonare il prima possibile. Dobbiamo resettare tutto e tornare in sala” (qui il video integrale).

“Spero sia il momento giusto per approfondire il discorso sulla realtà virtuale” auspica la giornalista Maria Laura Ramello. “Non voglio immaginare OASIS di Ready Player One, ma creare un contesto simile alla realtà cinematografica sarebbe divertente” (qui il video integrale).

“Il Covid-19 è una grande esperienza collettiva” sostiene Flavio Natalia, direttore di Ciak. “Il cinema saprà raccontarla nei suoi tanti aspetti: sentimentale, epico, drammatico, spionistico e, perché no, affidando la battaglia contro il virus a qualche supereroe” (qui il video integrale).

Secondo il critico Bruno Fornara, “i film che si faranno saranno più o meno simili a quelli visti negli ultimi anni. È difficile cambiare completamente direzione di analisi e di indagine. Non si potranno fare troppi film sul Covid-19. Accadrà com’è successo con le Torri Gemelle: qualcosa si è visto, ma le cose passano in fretta” (qui il video integrale).

“Vedremo film più curati, attenti ai sentimenti e alle dinamiche tra esseri umani” riflette il regista Alessio Maria Federici. “E li vedremo con occhi più consapevoli rispetto al dolore, come i nostri nonni dopo la guerra: fino a oggi quella luce e quello sguardo rispetto alla speranza non ce l’avevamo” (qui il video integrale).

Per Manuele Ilari, esercente del Cinema Madison di Roma, “Le sale avranno sempre un ruolo fondamentale nella vita quotidiana. Le persone amano andare al cinema. Nel mondo di oggi ogni esercente deve capire che la propria sala deve essere tecnologicamente all’avanguardia” (qui il video integrale).

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