Che giornate al Lido

Tre italiani nella Quinzaine veneziana: Daniele Gaglianone, Stefano Pasetto e Rodolfo Bisatti
29 Luglio 2004
Che giornate al Lido

Il giorno del falco di Rodolfo Bisatti, Tartarughe sul dorso di Stefano Pasetto e Nemmeno il destino di Daniele Gaglianone sono i tre film italiani che saranno presentati alle Giornate degli Autori, in programma dall’1 all’11 settembre nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia. Undici i film in cartellone (di cui sette opere prime), più tre eventi speciali: uno dedicato a Vittorio Gassman (con la proiezione di un filmato inedito di 5 minuti ritrovato da Marco Risi e intitolato Caro Vittorio), uno al regista indipendente Nico D’Alessandria di cui verrà proiettato L’imperatore di Roma e, infine, la proiezione (il 2 settembre) del film francese Morasseix di Damien Odul. “I film italiani avrebbero potuto essere anche di più” dice Giorgio Gosetti, delegato alla selezione delle Giornate, in occasione della presentazione a Roma del programma. Gli fa eco Emidio Greco, vicepresidente con Citto Maselli dell’Associazione fondata ad hoc per l’organizzazione della “Quinzaine” italiana: “Al contrario di quello che si dice, nessuna cinematografia europea è in grado di presentare tante opere realizzate da autori giovani e di talento come il nostro Paese”. E non manca di polemizzare sulla decisione del governo di tagliare dell’60% i fondi destinati al sostegno della produzione, distribuzione e promozione del cinema italiano: “Navighiamo nella più assoluta insensatezza”. Oltre 280 i film visionati dalla commissione guidata da Gosetti, che per questa prima edizione punta sull’Europa dei 25. Ad inaugurare le Giornate degli Autori sarà il film belga Confitur di Lieven Debrauwer, che sarà preceduto dalla proiezione dell’omaggio a Gassman, mentre chiude il portoghese A costa dos murmurios di Margarida Cardoso, che potrebbe essere affiancato dal film Sonos e Memoria realizzato dal regista sardo Gianfranco Cabiddu con il musicista Paolo Fresu. Gli altri film in cartellone sono: Predmest Je – Suburs di Vinko Modernorfer (Slovenia), String di Anders Ronnow Klarlund (Danimarca), L’oeil de l’autre di John Lvoff (Francia) Dead Man’s Shoes di Shane Meadows (Gran Bretagna), Darwin’s Nightmare di Danise Vindevogel (Austria/Francia/Belgio) e 4 di Ilya Khrzhanovsky (Russia).

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