Castellitto, Nessuno si salva da solo

Dal 5 marzo il nuovo lavoro del regista, con Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca: "Film politico come la nostra intimità. Le donne sono morali, gli uomini umorali"
Castellitto, Nessuno si salva da solo
Scamarcio, Castellitto, Trinca. Foto Pietro Coccia

Presentato a Roma oggi Nessuno si salva da solo, il quinto film come regista di Sergio Castellitto, a partire dall’esordio con Libero Burro, 1999. Nei ruoli dei due protagonisti ci sono Jasmine Trinca (Delia) e Riccardo Scamarcio (Gaetano). Come in precedenti occasioni, anche stavolta il punto di partenza è il romanzo omonimo scritto da Margaret Mazzantini. “Ma il passaggio da libro al film – precisa Castellitto – non è stato immediato. Sul romanzo scritto tre/quattro anni fa, sono tornato quasi casualmente un anno addietro quando ci siamo tutti e due convinti che il racconto e i personaggi conservavano una contemporaneità piuttosto forte. Margaret allora ha scritto una sceneggiatura a dire il vero poco figlia del libro, che resta per così dire il file emotivo dello script. Ma il finale è cambiato, il colore generale ha acquisito sfumature differenti”.
La storia poggia su un unico ambiente, un ristorante nel quale una sera vanno a cena Delia e Gaetano, separati, con l’intenzione di programmare le vacanze dei due figli piccoli, Cosmo e Nico. Durante la cena, attraverso una serie di flashback, viene ripercorsa la vita dei due, dall’innamoramento al matrimonio, dai primi problemi ai dissidi sempre più profondi.
“Le scene al ristorante – precisa Scamarcio – sono state girate tutte insieme negli ultimi cinque giorni di riprese: un lavoro insolito incentrato su dialoghi molto serrati che hanno richiesto di restituire il tono colloquiale un po’agitato un po’ frenetico riflesso dello stato d’animo dei due. Gaetano è un provinciale di Ostia con propositi di scrittore non realizzato”.
“Delia invece – interviene Jasmine Trinca – ha un’estrazione sociale più borghese, una donna appassionata frustrata per una storia d’amore che si è persa lungo la strada. Durante la cena, Delia tocca momenti in cui esplode contro Gaetano che reagisce decidendole: ‘Sei ancora innamorata di me’. Subisce un cambiamento emotivo forte che passa dalla follia amorosa iniziale, allo slancio, alla positività fino alla chiusura successiva”.
“C’è un dolore intenso tra loro – aggiunge Castellitto – l’elemento centrale è l’amarezza. Devo dire anche che si tratta di un film politico come la nostra intimità. Le donne del resto sono morali, l’uomo è umorale. C’è nello stile una bella mescolanza tra commedia e dramma. E poi la scena finale con la coppia che si intromette mi piace molto, segna una parte che si disinteressa del realismo, forse una sequenza onirica. Ma resta in primo piano il racconto di uno scontro ‘moderno’ tra coppia e individuo”. Distribuito da Warner Bros., il film esce in oltre 300 copie a partire dal Presentato a Roma oggi Nessuno si salva da solo, il quinto film come regista di Sergio Castellitto, a partire dall’esordio con Libero Burro, 1999. Nei ruoli dei due protagonisti ci sono Jasmine Trinca (Delia) e Riccardo Scamarcio (Gaetano). Come in precedenti occasioni, anche stavolta il punto di partenza è il romanzo omonimo scritto da Margaret Mazzantini. “Ma il passaggio da libro al film – precisa Castellitto – non è stato immediato. Sul romanzo scritto tre/quattro anni fa, sono tornato quasi casualmente un anno addietro quando ci siamo tutti e due convinti che il racconto e i personaggi conservavano una contemporaneità piuttosto forte. Margaret allora ha scritto una sceneggiatura a dire il vero poco figlia del libro, che resta per così dire il file emotivo dello script. Ma il finale è cambiato, il colore generale ha acquisito sfumature differenti”.
La storia poggia su un unico ambiente, un ristorante nel quale una sera vanno a cena Delia e Gaetano, separati, con l’intenzione di programmare le vacanze dei due figli piccoli, Cosmo e Nico. Durante la cena, attraverso una serie di flashback, viene ripercorsa la vita dei due, dall’innamoramento al matrimonio, dai primi problemi ai dissidi sempre più profondi.
“Le scene al ristorante – precisa Scamarcio – sono state girate tutte insieme negli ultimi cinque giorni di riprese: un lavoro insolito incentrato su dialoghi molto serrati che hanno richiesto di restituire il tono colloquiale un po’agitato un po’ frenetico riflesso dello stato d’animo dei due. Gaetano è un provinciale di Ostia con propositi di scrittore non realizzato”.
“Delia invece – interviene Jasmine Trinca – ha un’estrazione sociale più borghese, una donna appassionata frustrata per una storia d’amore che si è persa lungo la strada. Durante la cena, Delia tocca momenti in cui esplode contro Gaetano che reagisce decidendole: ‘Sei ancora innamorata di me’. Subisce un cambiamento emotivo forte che passa dalla follia amorosa iniziale, allo slancio, alla positività fino alla chiusura successiva”.
“C’è un dolore intenso tra loro – aggiunge Castellitto – l’elemento centrale è l’amarezza. Devo dire anche che si tratta di un film politico come la nostra intimità. Le donne del resto sono morali, l’uomo è umorale. C’è nello stile una bella mescolanza tra commedia e dramma. E poi la scena finale con la coppia che si intromette mi piace molto, segna una parte che si disinteressa del realismo, forse una sequenza onirica. Ma resta in primo piano il racconto di uno scontro ‘moderno’ tra coppia e individuo”. Distribuito da Warner Bros., il film esce in oltre 300 copie a partire dal 5 marzo.

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